Le priorità per lo sviluppo dell’Emilia-Romagna: imprese e innovazione

Per essere una regione più attrattiva e competitiva l'Emilia-Romagna ha importanti sfide da affrontare fino al 2030

innovazione

Da qui al 2030 l’Emilia-Romagna ha importanti sfide da affrontare per essere una regione sempre più attrattiva e competitiva.

Capitale umano, imprese e innovazione, reti internazionali, benessere economico e qualità della vita sono le priorità su cui si concentra il progetto TRAIETTORIA 2030 > Lo sviluppo dell’Emilia-Romagna lanciato in vista delle prossime elezioni da Confindustria Emilia-Romagna insieme a tutte le Associazioni Industriali della regione, Ance Emilia-Romagna e Confindustria Ceramica.

«Di particolare rilievo −  afferma il Presidente di Confindustria Emilia-Romagna Pietro Ferrari − è il tema imprese e innovazione, per il quale la nostra situazione è nettamente superiore alla media italiana. L’Emilia-Romagna è leader in Italia per spesa in ricerca e innovazione, a cui dedica il 2% del PIL contro la media nazionale dell’1,3%, con un contributo dominante delle imprese, pari al 76%, rispetto ad Università ed istituzioni pubbliche.  Siamo la seconda regione quanto a brevetti industriali e il 15% dei brevetti 4.0 a livello nazionale appartiene ad imprese emiliano-romagnole (siamo secondi solo alla Lombardia). Siamo la quarta regione per fatturato del sistema delle imprese a livello nazionale (9,5%). Le nostre aziende hanno una forte resilienza, con un’età media di 25 anni, superiore ai benchmark italiani.»

Ci sono anche alcune aree su cui è necessario porre l’attenzione per mettere le basi di un ulteriore sviluppo futuro della regione.  «In Emilia-Romagna − sottolinea il Presidente Ferrari −   convivono imprese in forte crescita (31% del totale), con molte altre (24%) che hanno visto contrarsi l’attività nel triennio 2015-2017.  Inoltre, l’attività brevettuale risulta poco dinamica in alcune aree tecnologiche strategiche come quelle legate all’lIT e alla comunicazione digitale.»

Se poi allarghiamo l’orizzonte alla sfera europea, la prospettiva cambia e la spesa in ricerca e innovazione, pur prima in Italia, resta inferiore a quella delle regioni europee più competitive (4,9% Baden-Württemberg, 2,9% Rhône-Alpes, 2,9% Ile-de-France).

Per questo e per gli altri temi il sistema regionale Confindustria sta definendo una serie di proposte di intervento che saranno presentate ai candidati alle elezioni regionali nel gennaio 2020, partendo dall’analisi dei dati e degli indicatori.

 

Giulia Spalletta