Traiettoria 2030, lo sviluppo dell’Emilia-Romagna

In rampa di lancio il progetto TRAIETTORIA 2030 per rendere più competitiva l'Emilia-Romagna

capitale umano

Confindustria Emilia-Romagna ha lanciato, in occasione delle prossime elezioni regionali, il progetto TRAIETTORIA 2030 > Lo sviluppo dell’Emilia-Romagna, che individua le priorità nel medio e lungo termine per rendere l’Emilia-Romagna una regione sempre più competitiva.

TRAIETTORIA 2030,  promosso insieme a tutte le Associazioni Industriali dell’Emilia-Romagna, Ance Emilia-Romagna e Confindustria Ceramica, si basa su un lavoro di analisi realizzato con la collaborazione scientifica di Prometeia.

«Per valutare dove siamo oggi e la distanza delle regioni leader nel confronto nazionale ed europeo − ha illustrato il Presidente Pietro Ferrari − abbiamo individuato alcune priorità per lo sviluppo su cui la Regione potrà giocare un ruolo determinante: capitale umano,  imprese e innovazione, reti internazionali, benessere economico e qualità della vita».

Oggi approfondiamo alcuni numeri per quanto riguarda il capitale umano.  «I punti di forza dell’Emilia-Romagna sulle risorse umane − afferma il Vice Presidente di Confindustria regionale Corrado Beldì  −  sono numerosi. Siamo la quarta regione italiana per crescita della popolazione dal 2012 al 2019 e la seconda più attrattiva per i giovani dopo la Lombardia, ma diventiamo la prima per attrattività in rapporto alla popolazione. L’Emilia-Romagna è la seconda regione nel Paese per incidenza di giovani in possesso di laurea (a pari merito con il Friuli VG) e tra quelle con la più bassa quota di giovani NEET che non studiano e non lavorano.

Abbiamo però − aggiunge il Vice Presidente Beldì  −  alcune aree su cui occorre porre attenzione. La popolazione emiliano-romagnola è strutturalmente più anziana della media nazionale e di Veneto e Lombardia. L’età media è superiore rispetto a quella del Baden-Württemberg e del Rhône-Alpes rispettivamente di 3 e 7 anni.  L’incidenza dei giovani laureati è inferiore alla media europea (-6,3) e i laureati in ambito scientifico (STEM) sono il 21% contro il 36% della Germania.  Il saldo migratorio dei giovani istruiti è positivo solo per la componente interna (+56.501), mentre è negativo il saldo con l’estero (-7.395)».

«Per questo e per gli altri temi  − conclude il Presidente Ferrari  −  stiamo definendo una serie di proposte di intervento che presenteremo ai candidati alle elezioni regionali gennaio 2020, partendo dall’analisi dei dati e degli indicatori».

Giulia Spalletta