Analisi e dati per progettare gli interventi di sviluppo: criticità è note positive

La camera di Commmercio di Perugia ha presentato il terzo report su economia, imprese e territori

La camnera di Commercio di Perugia ha attinto alle sue informazioni, a quelle dei database. Da lì è partita per stilare il Terzo Report regionale per l’Umbria su economia, imprese e territori, che poi è stato presentato oggi con il contributo di Giorgio Mencaroni, il presidente della CCP, Marilina Labia, Responsabile del Progetto S.I.S.PR.IN.T. – SI.Camera, che è intervenuta su “Il progetto S.I.S.PR.IN.T.: stato di avanzamento, risultati ed impegni futuri”. Era presente pure Paolo Cortese dell’Ufficio Studi Si.Camera, che ha illustrato la “Struttura e contenuti del 3° Report della Regione Umbria ”Analisi delle principali evidenze, delle criticità e dei punti di forza” .
I risultati del Report sono stati discussi con i rappresentanti della Regione Umbria e delle altre Istituzioni, delle imprese, del mondo universitario e della ricerca.
Hanno partecipato i referenti di progetto dell’Agenzia per la Coesione Territoriale.
La regione è stata confrontata con uno scenario internazionale, mediante un benchmark europeo rispetto all’innovazione tecnologica, alla competitività territoriale ed alla tenuta sociale.

“Le risultanze del Rapporto SiSprint – ha commentato Giorgio Mencaroni, Presidente della Camera di Commercio di Perugia – ci mostrano un posizionamento dell’Umbria nella graduatoria stilata dalla Commissione Europea, che ha aggiornato l’indice di competitività regionale, che può essere definita non esaltante. Si avverte la necessità di un recupero di competitività del sistema regionale nei confronti dei competitor europei”.
Sottolinea il Presidente Mencaroni: “Se il sistema di imprese regionale conserva una propensione ad innovare, come mostra anche la tendenza a formare start-up innovative in misura non indifferente rispetto alla media italiana, il sistema territoriale nel quale opera è caratterizzato da alcune criticità, di cui le principali sono di ordine infrastrutturale e di carenza di servizi avanzati alle imprese. Le imprese umbre, specie le PMI, operano in condizioni di isolamento e incontrano difficoltà a costruire relazioni e partenariati, specie in ambito scientifico e tecnologico”.
Una situazione che nel complesso ha riflessi sociali evidenti: il tenore di vita non è fra i migliori, i giovani hanno difficoltà di reperire lavoro in regione, la popolazione invecchia e moltiplica i costi a carico del welfare regionale.
Paolo Cortese dell’Ufficio Studi Si.Camera, ha illustrato la “Struttura e i contenuti del 3° Report Regione Umbria, sviluppando l’analisi delle principali evidenze, delle criticità e dei punti di forza . Tra questi ultimi ha detto Paolo Cortese “il Sistema Innovativo umbro, che si colloca al 95-mo posto su 195 regioni europee, ancora all’interno del quartile delle regioni a capacità di innovazione medio-alta”. “Posta pari a 100 la media europea 2011, fra 2011 e 2019 il valore per l’Umbria cresce del 17,9%, segnalando un significativo miglioramento della capacità innovativa. Questo posizionamento è attribuibile alla capacità di innovazione di design, che costituisce un punto di forza delle tante piccole imprese e dell’artigianato di qualità presente in regione”.
Relativamente alla competitività territoriale l’Umbria si colloca al 190-mo posto (su 268), in un quadrante in cui sia i fattori di base che quelli di efficienza sono di livello inferiore alla media continentale.
“Il giudizio sintetico – ha evidenziato Paolo Cortese – è spostato verso il basso a causa di valori modesti assegnati a determinati indicatori elementari, quali la stabilità macroeconomica, l’offerta di infrastrutture e l’efficienza del mercato del lavoro.
La qualità del Sistema educativo, sia quello di base, sia quello di livello più alto e della formazione permanente sono anch’essi migliorabili”.
Il Sistema Sanitario Regionale, invece, rivela un posizionamento migliore rispetto alla media europea, buono nell’edizione del 2019.
Ancora Paolo Cortese: ” Nella valutazione della Tenuta Sociale, L’Umbria è 229-ma sulle 281 regioni europee monitorate e fa parte del quadrante di quelle con più alta criticità nella tenuta sociale. Un Umbria in cui “il tenore di vita medio, misurato tramite il Pil pro capite, è in posizione medio bassa: al 166-mo posto su 281 regioni. Il fattore che si rivela complesso è il tasso di occupazione dei giovani: 245-mo posto, fra le 36 regioni europee peggiori per tale aspetto”.
E ciò alimenta una dinamica demografica di declino: l’emigrazione dei giovani e la caduta della natalità comportano un invecchiamento della popolazione ed un incremento dell’indice di dipendenza degli anziani, che rischia di incidere sui costi del welfare regionale e sui bilanci delle famiglie.
“L’evoluzione delle dinamiche demografiche sono allarmanti” ha avvertito Mencaroni. “Dal 2011 al 2018, l’Umbria vede scendere la popolazione dello 0,1% mentre l’Italia cresce dell’1,6%. I comuni di maggior dimensione registrano una crescita modestissima, ma lontana 2 punti percentuali rispetto alla media nazionale. Le aree di minore dimensione scontano una perdita secca pari al -5,2%. Secondo i dati più recenti forniti dalla Regione nell’anno 2018 si è registrato un saldo negativo di 3 mila residenti: ogni mille abitanti ci sono stati 6,5 nati vivi a fronte di 11,4 decessi. Per dirlo in immagini, è come se nell’ultimo decennio in Umbria, il naturale movimento della popolazione si fosse mangiato ogni anno, un piccolo comune di 3 mila abitanti”.
Interessante anche il dato di analisi dei flussi turistici. Premesso che prevale in Umbria la componente nazionale della domanda, le presenze di turisti stranieri, al 2018, in regione Umbria, pesano per il 36,8%. Tale componente si declina per il 35,7% nei comuni più grandi, per il 39% nei comuni medi e per il 53% nei comuni più piccoli. Si tratta di quote interessanti che illustrano, proprio per i comuni di minor dimensione, una forte capacità attrattiva anche rispetto ai pubblici internazionali, il che giova alle strategie di promozione e comunicazione turistica della regione come sistema diffuso di attrattori.
L’Evoluzione del Modello di Specializzazione. Settori – Pilota. Fra il 2014 ed il 2018, i settori-pilota delle aree S3 sono cresciuti, in termini di addetti, quasi nella medesima misura rispetto all’intera economia regionale, conservando il peso complessivo (17,7% del totale). L’Aerospazio registra una robusta dinamica favorevole, innalzando, in termini di indici di specializzazione, il peso dei suoi addetti sul totale dell’economia nei settori dei “macchinari ed apparecchiature”, dell’industria dei computer, elettronica ed ottica e di quella metallurgica.
Il Report Sisprint mette a punto anche un quadro di lettura molto interessante sull’articolazione e sulle dinamiche territoriali delle diverse tipologie di impresa, quali ad esempio una densità imprenditoriale superiore alla media Italia, a fronte di un quadro di complessiva erosione del sistema imprenditoriale, in particolare nel settore artigiano, ed un processo di terziarizzazione (caratteristico ormai da tempo tutti i sistemi produttivi) che in regione risulta trainato dai comuni di maggior dimensione.
Marilina Labia, Responsabile del Progetto S.I.S.PR.IN.T. – SI.Camera, in apertura dei lavori, aveva ricordato come il “presente Report regionale, giunto alla terza edizione, è stato realizzato nell’ambito del Progetto S.I.S.PR.IN.T. Sistema Integrato di Supporto alla Progettazione degli Interventi Territoriali, finanziato dal PON Governance e Capacità istituzionale 2014-2020, di cui Unioncamere è il soggetto beneficiario. “E’ un progetto – ha detto Labia – che nasce per valorizzare, integrare e analizzare dati a supporto delle politiche di sviluppo; ascoltare le esigenze delle imprese e orientare le risposte delle PA; supportare una progettualità qualificata. S.I.S.PR.IN.T. comprende azioni di studio, raccolta e analisi di dati, attività di confronto e animazione con i territori, finalizzate allo sviluppo di strumenti di supporto alla progettazione di interventi territoriali”.

Marcello Guerrieri

Esercita la professione di giornalista da oltre trent’anni: ha esordito con la cronaca locale per la redazione ternana de il Messaggero, per la quale ha anche curato, per un lungo periodo, pure gli aspetti sindacali ed economici delle aziende della provincia di Terni. Collabora tuttora col giornale romano. Ha seguito sin dall’inizio, l’evoluzione dei nuovi media, curando numerosi siti come quello di “Terninrete”