Il digitale rivoluziona l’ortodonzia: per la cura e la prevenzione c’è il 3D

Il dottor Antonio Grosso illustra le nuove tecniche che abbreviano i tempi sulla poltrona e riducono i costi

Il digitale in odontoiatria ha introdotto importanti innovazioni, ha cambiato anche l’approccio terapeutico col paziente, rendendo le cure meno invasive, più rapide e quindi anche meno costose”.

Ad affermarlo è il dottor Antonio Grosso, dentista specializzato in implantologia e protesi con un master in Endodonzia conseguito a Boston, negli Stati Uniti. Il dottor Grosso, ha conseguito anche altre specializzazioni in altri Paesi europei; per sette anni ha insegnato implantologia all’Università La Sapienza di Roma, nei corsi di studio per i master. Dopo quasi quarant’anni di esperienza e di lavoro, molti dei quali vissuti a Roma, il dottor Grosso ha rinnovato il suo studio polispecialistico di Paola (Cosenza): un centro all’avanguardia per la cura e la prevenzione odontoiatrica.

“Col digitale, oggi è tutto più facile – afferma lo specialista – la chirurgia guidata agevola tantissimo il nostro lavoro. Inserire impianti con le nuove tecniche richiede meno tempo sulla poltrona e, di conseguenza, costi inferiori per il paziente”. Grosso è stato uno dei primi ad adottare la strumentazione digitale come la Tac tridimensionale e l’impronta digitale. “In questo campo – sottolinea il dottore – sono stato un pioniere. Il 3D è una ‘nuova frontiera’. Ogni esame e ogni procedimento viene computerizzato”. Nel caso specifico, partendo dall’indagine radiografica, la cosidetta ‘cone beam’, si può progettare prechirurgicamente l’applicazione degli impianti. Si tratta di un’implantologia non invasiva, grazie alla quale si creano degli ottimi ‘denti provvisori’ da applicare nell’immediato e che possono rimanere nella bocca del paziente per mesi. Dopo il periodo di guarigione, lo scanner intraorale rileva perfettamente l’impronta e ricostruisce al computer la nuova dentatura da impiantare.

Grosso è stato anche il primo, nel 2005, a creare un kit per inserire gli impianti nell’osso atrofico. “Fino a quel momento – spiega – non c’era molta possibilità per aumentare l’osso se non facendo degli interventi di prelievo da altri punti della mandibola, dalla cresta iliaca o dall’occipite. Oggi si può effettuare l’espansione ossea grazie a delle viti che io stesso ho ideato. Si inseriscono nell’osso attraverso un taglio in modo da aumentarne il volume. Il procedimento è decisamente atraumatico rispetto alla vecchia tecnica”. “In passato – ricorda ancora l’esperto – si utilizzava il martello chirurgico che provocava grande dolore e sofferenza al paziente. La tecnica dell’avvitamento l’ho presentata e sperimentata per primo”. L’avvento del digitale nell’ortodonzia e nell’implantologia consente dunque di sostituire con più facilità i denti con impianti altamente performanti.

Il dottor Grosso tiene anche a puntualizzare un concetto basilare e cioè che “anche sei i costi per le cure dentali possono sembrare alti, in effetti trascurarsi è ancora peggio. Quando poi non si fa prevenzione i costi diventano altissimi. L’igiene è prevenzione – conclude Grosso – e non va fatta in maniera approssimativa”.

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Redazione

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