Circa mezzo milione di euro per la prevenzione del rischio sismico in Umbria

Dodici comuni avvieranno indagini di dettaglio di microzonazione sismica

Alla ricerca del terremoto che verrà: ecco il senso del finanziamento di 450 mila euro per la prevenzione sismica, per capire cosa c’è sotto le città dell’Umbria. Dodici di esse saranno controllate e monitorate ed usufruiranno delle risorse messe a disposizione dalla Regione nell’azione di prevenzione del rischio sismico, per indagini di dettaglio di microzonazione sismica e nuovi strumenti di analisi geologica. Lo ha annunciato questa mattina l’assessore regionale ai lavori pubblici, Giuseppe Chianella nel corso di una conferenza stampa che si è tenuta nella Sala Fiume di Palazzo Donini a Perugia, ed alla quale hanno partecipato anche Andrea Motti, responsabile per le attività di geologia e microzonazione sismica della Regione e Silvio Ranieri, direttore di Anci Umbria.
“La Regione Umbria tramite il Servizio Geologico – ha affermato l’assessore – è impegnata da decenni in azioni di riduzione del rischio sismico tramite l’individuazione delle aree che sono più soggette a fenomeni di amplificazione sismica nel caso di terremoti.
In questo caso, per effettuare indagini di microzonazione sismica di estremo dettaglio, sono state messe a disposizione di dodici comuni risorse pari a 378.752 euro, a cui si aggiungono 69.583 euro di cofinanziamento da parte dei comuni stessi, per un intervento complessivo di 448.335 euro.
I comuni che usufruiranno delle risorse sono Acquasparta (28.000+9.333 di cofinanziamento), Assisi (42.750+14.250), Città di Castello (42.750+14.250), Corciano (33.750+11.250), Guardea (18.750+6.250), Ficulle (24.000+8.000), Parrano (18.750+6.250), Gualdo Tadino 34.500, Nocera Umbra 29.500, Perugia 41.259, Valtopina 20.250, Valfabbrica 24.500.
Con questa operazione – ha sottolineato Chianella – sono complessivamente 47 i comuni in Umbria che disporranno di studi di dettaglio, mentre già tutti i comuni umbri dispongono di analisi territoriali sul rischio sismico, messe a disposizione dal Servizio Geologico regionale, per l’utilizzo ai fini urbanistici e di protezione civile”.
“In Umbria – ha aggiunto Andrea Motti – sono molte le attività di microzonazione sismica che sono state fatte e sono 18 diverse attività che hanno avuto inizio nel 1980 e proseguono tuttora.
Le indagini di microzonazione sismica indicano le aree in cui si hanno localmente amplificazioni delle forze sismiche generate dai terremoti ed i risultati sono utilizzati per progettare in maniera corretta gli edifici in aree non soggette a frane o crolli generati dai terremoti”.
L’utilità di tali strumenti di conoscenza è un dato di fatto che si è riscontrato con dati oggettivi anche durante gli eventi sismici del 2016. Le intensità macrosismiche rilevate (ICM) in Umbria (indice che tiene conto del danneggiamento degli edifici e feriti e delle forze sismiche) sono più basse, diffuse e uniformi, rispetto a quanto ci si poteva attendere, con valori inferiori di 0.5 fino a 3 gradi di intensità macrosismica. Nei 3 comuni umbri della zona epicentrale (Norcia, Preci, Cascia) le elaborazioni fatte dal Servizio Geologico indicano che le aree con valori di ICM più bassi di 3 gradi sono circa il 5% per Norcia e Cascia, tra il 20%-30% con valori di ICM inferiori a 2 gradi per i comuni di Norcia e Cascia e le aree con valori di 1 grado ICM più basso sono tra il 15% e il 60% per i 3 comuni. Più in generale – ha proseguito Motti – si può affermare che, prendendo a riferimento l’estensione completa dei 3 comuni umbri della zona epicentrale (Norcia, Preci Cascia), l’intensità di danneggiamento rilevata è di almeno 1 grado inferiore a quanto ci si poteva attendere con le forze sismiche registrate dalle strumentazioni sismiche”.
“Il Servizio Geologico regionale – ha concluso Chianella – sta sviluppando ulteriori strumenti di analisi che permetteranno una valutazione geologica, a scala regionale e locale, ancora più approfondita. Tra questi ultimamente è stato definito un indice definito di rappresentatività geologica, che permette di fare valutazioni di tipo tridimensionale per il sottosuolo, che sarà utilizzato per esaminare e valutare gli impatti delle opere sull’ambiente e per valutare la sostenibilità e il corretto uso delle risorse”.

Marcello Guerrieri

Esercita la professione di giornalista da oltre trent’anni: ha esordito con la cronaca locale per la redazione ternana de il Messaggero, per la quale ha anche curato, per un lungo periodo, pure gli aspetti sindacali ed economici delle aziende della provincia di Terni. Collabora tuttora col giornale romano. Ha seguito sin dall’inizio, l’evoluzione dei nuovi media, curando numerosi siti come quello di “Terninrete”