Over 65, il Piemonte è al terzo posto in Italia

Al convegno “La solitudine dell’anziano: un impegno forte” si è discusso sulle condizioni di vita degli anziani e sulle iniziative da promuovere

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Il Piemonte è al terzo posto in Italia per numero di ultra sessantacinquenni. Le condizioni di vita degli anziani sono state al centro del convegno “La solitudine dell’anziano: un impegno forte”, che si è svolto ieri a Palazzo Lascaris.

“Le persone avanti con gli anni non possono e non devono essere considerate un peso ma una risorsa per la società. Ed è importante che le forze sociali, sanitarie e del volontariato siano sempre più unite per costituire una rete in grado di supportare chi è più fragile e supplire alla mancanza di legami familiari”. Lo ha dichiarato la consigliera Valentina Caputo che – a nome del presidente dell’Assemblea regionale Nino Boeti ha aperto i lavori.

L’iniziativa, patrocinata tra gli altri dalle Consulte regionali delle elette e femminile in occasione della Giornata nazionale contro la solitudine dell’anziano, ha coinvolto numerosi “addetti ai lavori” per fare il punto su un tema così delicato e attuale.

“Un tema decisamente importante per la nostra regione – ha sottolineato la presidente della Consulta delle elette Stefania Batzella- dal momento che il Piemonte è appunto tra le regioni con il maggior numero di over 65. Una realtà che vede un numero crescente di anziani sempre più poveri, indifesi e soli dover farsi largo in un mondo che appare loro sempre più freddo e ostile”.

Dopo i saluti istituzionali della consigliera della Città di Torino Marina Pollicino e del direttore sanitario dell’Asl “Città di Torino” Edoardo Tegani, è intervenuto il presidente dell’Associazione italiana di Psicogeriatria Marco Trabucchi, che ha sottolineato come la solitudine sia uno dei grandi nemici del nostro tempo, in particolare per gli anziani. “Dobbiamo fare attenzione – ha ammonito – a non creare una società sul modello Amazon, che con il pretesto di offrirci ogni comodità vuole tenerci a casa rischiando di desertificare le città”.

Dopo le relazioni dei professori Angelo Bianchetti e Renzo Rozzini, che si sono soffermati rispettivamente sulla condizione di particolare solitudine che vive chi si trova a contatto con l’Alzheimer e chi svolge la professione medica, lo psichiatra Alessandro Meluzzi ha sostenuto che “è discutibile dire se i vecchi esistano o no perché non sappiamo neppure se esista la vecchiaia. Il problema da affrontare, a mio avviso, sembra più quello della salute e della malattia”.

Al termine degli interventi ha avuto luogo una tavola rotonda che ha coinvolto diverse realtà del territorio e a cui ha preso parte anche la vicepresidente della Consulta femminile Alessandra Parigi.

All’incontro era presente, tra gli altri, il consigliere regionale Andrea Tronzano.

Redazione

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