Miotto (Imesa Spa) “ecco come dalla digitalizzazione siamo passati al pay per use”

“Abbiamo iniziato nel 2007 ad impostare i nostri sistemi in ottica di automazione. Da cinquant’anni produciamo lavatrici industriali e dal 2007 abbiamo incominciato ad inserire nelle nostre macchine un gsm, ci siamo attrezzati con un grosso server che riuscisse a ricevere tutti gli sms che le nostre macchine ci mandavano. Quali sono le ragioni di tutto questo? Noi siamo un’azienda che esporta l’80% della produzione ed abbiamo problemi di lingue e di qualità delle informazioni quindi. Le informazioni che ci arrivano attraverso le persone talvolta vengono mediate dal rivenditore, dal grossista, dal cliente finale, dal proprietario della lavanderia. Finivamo spesso con l’avere informazioni inesatte rispetto a ciò che stava succedendo. Aver installato nelle macchine i gsm – oggi noi abbiamo oltre 7mila macchine collegate in tempo reale con noi – ci permette di acquisire circa 100mila informazioni l’anno. Queste informazioni ci forniscono delle notizie telemetriche e ci danno poi le informazioni di guasto, questo è stato estremamente interessante negli anni perché ci ha permesso di capire in maniera esatta quali fossero le problematiche delle nostre macchine e come dovevamo migliorare le nostre macchine. In tempi più recenti abbiamo acquisito un’azienda che sviluppa software e hardware che si chiama Asac, con la quale abbiamo cominciato a pensare anche di applicare l’internet of things. Farlo significa avere tutte le informazioni utili, tutti i dati telemetrici ma soprattutto riuscire anche a mandare delle informazioni alle macchine per cui riusciamo a modificare i firmware, riusciamo a modificare le ricette secondo le richieste che fanno i clienti, riusciamo a scambiare informazioni tra noi e l’assistenza. Le nostre macchine sono dotate di display da sette pollici, per cui è possibile anche trasmettere in temo reale l’informazione al tecnico di come deve direttamente intervenire sulla macchina. Non ultimo cambia anche il nostro modello di business perché passiamo al pay per use: non saremo solo dei venditori di macchine come lo siamo da cinquant’anni ma diventeremo dei venditori di servizi. Al nostro cliente faremo pagare l’utilizzo della macchina. La macchina rimane quindi nostra, le responsabilità dell’assistenza sempre nostra per cui il cliente pagherà per quanto utilizzerà le macchine. Questo è chiaramente importante per quei clienti che utilizzano la macchina in maniera stagionale, penso agli alberghi, al turismo dove per alcuni mesi le macchine lavorano mentre per altri mesi le macchine rimangono completamente ferme. Fatturare nel momento stesso in cui si utilizza la macchina e ridurre il costo della macchina nel momento in cui non la stai utilizzando riteniamo sia qualcosa di interessante per il nostro mercato”.

È la testimonianza rilasciata da Luciano Miotto Presidente Imesa Spa a margine dell’incontro Industry 4.0 di Treviso promosso da Confindustria.

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Redazione

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