Clinica Leonardo, tecnica chirurgica nella lesione del legamento crociato anteriore

La lesione del Legamento Crociato Anteriore (LCA) è sempre di più frequente riscontro nella pratica sportiva e la sua ricostruzione rappresenta attualmente uno degli interventi più eseguiti in traumatologia dello sport per il numero sempre crescente dei praticanti le diverse attività sportive.

“Sicuramente l’evoluzione della tecnica chirurgica ha portato un miglioramento dei risultati che garantiscono in una elevata percentuale dei casi un risultato soddisfacente”, afferma il Prof. Alessandro Pisaneschi, responsabile della Unità di Chirurgia del Ginocchio e dell’Anca della Clinica Leonardo di Sovigliana Vinci.

“Diverse sono le variabili che possono influenzare il risultato della ricostruzione biologica dell’LCA: la scelta del trapianto, le sue proprietà meccaniche, il corretto posizionamento e tensionamento, il tipo di fissazione, la risposta biologica dell’ambiente intra articolare, il processo di rimodellamento del neo legamento nonché il trattamento riabilitativo post operatorio”.

“Per quanto riguarda la scelta del trapianto – continua Pisaneschi – si utilizzano o il terzo centrale del tendine rotuleo (TR) o i tendini semitendinoso e gracile duplicati (STGD). Entrambi i trapianti mostrano un carico di rottura molto elevato (TR di 10 mm. 2977 Newton e STGD 4590 Newton). Tale ultimo valore è più che doppio rispetto a quello di un LCA normale”.

Il corretto posizionamento e tensionamento del trapianto costituiscono la chiave di volta per l’ottenimento di un buon risultato e, a tale scopo, si utilizzano strumentari dedicati che riducono al minimo la possibilità di errore”.

“Qualsiasi trapianto sia scelto – aggiunge Pisaneschi – è importante sottolineare come la tecnica di fissazione rappresenti il punto debole della chirurgia ricostruttiva legamentosa del ginocchio nell’immediato post operatorio prima che intervenga la fissazione biologica del trapianto all’interno dei tunnel ossei. È importante ottenere un “fit” adeguato del trapianto all’interno dei tunnel ossei per impedirne i micro movimenti che potrebbero ostacolare il processo di ligamentizzazione, ritardare o impedire l’integrazione del neo legamento”.

Sicuramente i tempi di integrazione del tendine rotuleo all’interno dei tunnel ossei sono più brevi rispetto a quelli di semitendinoso e gracile duplicati: “Ma tale dato non significa che i risultati ottenuti con il primo siano migliori di quelli ottenuti con i secondi. Infatti, la ripresa dell’attività agonistica viene consigliata dopo un congruo e pertinente periodo riabilitativo e comunque non prima dei sei mesi dall’intervento. A tale proposito recenti studi internazionali hanno dimostrato che la ri-rottura del legamento crociato anteriore ricostruito in atleti è significativamente più elevata in pazienti che hanno ripreso l’attività sportiva agonistica prima dei sei mesi”.

L’intervento di ricostruzione legamentosa viene eseguito presso la Clinica Leonardo in regime di One Day Surgery con il paziente che si ricovera il giorno stesso dell’intervento, dorme in Clinica e viene dimesso il mattino successivo, in pratica 24 ore dopo il ricovero.

Redazione

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