Paolo Dario “non cogliere i vantaggi del 4.0 è una enorme perdita”

Intervista a Paolo Dario, Direttore dell’Istituto Biorobotica della Scuola Superiore Sant’Anna di Pisa a margine dell’incontro di Firenze di Industry 4.0 Preparati al Futuro promosso da Confindustria.

Che tipo di opportunità rappresenta questo 4.0 per le imprese dal suo punto di vista?

“Le opportunità sono straordinarie, sarebbe piuttosto il caso di sottolineare quali siano gli svantaggi di non cogliere questa occasione. Il 4.0 è una meravigliosa risorsa sia in termini di efficienza della produzione che soprattutto nell’organizzazione generale interna alla fabbrica ed esterna alla fabbrica: l’approccio impresa 4.0 in realtà riguarda tutto il sistema, tutta la filiera. Riguarda temi come, ad esempio, la logistica dell’organizzazione e l’approvvigionamento di beni, riguarda la connessione della fabbrica che come tutti i nostri dispositivi sarà sempre più connessa.  L’altra opportunità riguarda i clienti: i clienti oggi sempre più vogliono una produzione personalizzata, e la tecnologia industria 4.0, che poi si sostanzia in delle connessioni integrali rende tutto ciò possibile.  E infine tutto l’aspetto della sostenibilità. Sostenibilità ambientale ma anche sostenibilità sociale, quindi fabbriche e sistemi che consumino quasi nulla, o naturalmente energia, poca energia. E poi l’open innovation, io sono sempre dell’opinione che molte idee buone possano venire da ragazzi nativi digitali o nativi robotici che hanno meno di vent’anni. E’ un modo completamente nuovo di pensare l’organizzazione della fabbrica rispetto al passato”.

Quale può essere il ruolo dei network per aumentare le competenze?

“Diciamo che il piano Industria 4.0 prevede vari tipi di intervento, uno di questi, che poi è quello che ha avuto ed ha maggiore successo, è relativo la leva fiscale: tassazioni, superammortamenti, strumenti efficacissimi. Poi ci sono altri due fondamentali cardini del 4.0: i Digital Innovation Hub e i Competence center. L’idea è quella di creare una filiera che vada dal bisogno, espresso e anche inespresso, da parte di un’azienda,  fino alla soluzione del suo bisogno che può avvenire sia attraverso informazioni, in realtà oggi tutti troviamo qualunque informazione in rete basta pensare a un viaggio o una camera d’albergo o il noleggio di un’automobile; la stessa cosa deve essere possibile per gli imprenditori e i Digital Innovation Hub avranno questo concept, quello di fornire informazione qualificata e quindi un’informazione che sia usabile bene dall’utente finale. E i Competence center saranno quelle strutture, anche fisiche, dove gli imprenditori potranno trovare reali soluzioni ad esempio nel mondo della ricerca avanzata e dell’università ma anche di altre imprese, altri enti di ricerca e potranno assistere se stesse a portare una loro idea maturata e affinata mediante l’intervento dei Digital Innovation Hub verso una prototipazione molto vicina alla produzione finale. Quindi diciamo un sistema che dovrebbe essere molto virtuoso nel consentire di superare quella che si chiama valle della morte nel senso fra la buona idea che è stata dimostrata al prodotto finale, è proprio lì che spesso mancano i finanziamenti ed è proprio lì che questa filiera potrebbe ben intervenire”.

 

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Redazione

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