Un nuovo modo di approcciarsi ai servizi residenziali dei minori.

Il regolamento regionale appena approvato supera quello precedente, vecchio di dodici anni.

Era una scadenza ineludibile. E così la Regione è riuscita a mettere in azione il nuovo regolamento per la “Disciplina in materia di servizi residenziali per minorenni”. Il documento rinnova le azioni a tutela dei minori e li rinnova anche perché il precedente regolamento aveva già dodici anni, un tempo lunghissimo in queste situazioni. Quindi innovazione ma anche semplificazione in una materia complessa e delicata.
“L’obiettivo – evidenzia Luca Barberini, assessore regionale alla Salute, Coesione sociale Welfare – è dare risposte più efficaci ai bisogni dei minori interessati e delle loro famiglie, garantendo più qualità, equità, appropriatezza ed efficacia dei percorsi assistenziali, con interventi personalizzati, maggiori controlli e più opportunità per le comunità accoglienti. L’idea portante è quella di tutelare il superiore interesse del minorenne e i suoi diritti in situazioni di accoglienza etero-familiare, con particolare attenzione al sostegno inclusivo alla crescita, in vista di una progressiva acquisizione dell’autonomia”.
“Il nuovo regolamento – spiega l’assessore – aggiorna, semplifica e rende più chiara e organica la disciplina regionale in materia, tenendo conto delle innovazioni normative e delle disposizioni introdotte dal nuovo Piano sociale regionale. Si tratta di un testo integrato e multidisciplinare, che tiene insieme la definizione degli aspetti autorizzativi, con l’individuazione dei requisiti minimi delle strutture. Individua nuove tipologie di servizi che potranno essere autorizzati, definisce il percorso di accoglienza, inserimento e permanenza e l’eventuale reinserimento in famiglia del minore, garantendo una presa in carico orientata alla promozione del benessere e alla prevenzione dell’insorgere di situazioni di pregiudizio, nonché volta a rendere possibile l’attuazione di progetti individualizzati di cura e protezione”.
“Per la prima volta – conclude l’assessore – vengono, inoltre, definiti i requisiti relativi al modello educativo adottato dalle strutture, introducendo un metodo di lavoro multidisciplinare e integrato per migliorare la qualità dei servizi e la personalizzazione dell’intervento dedicato ai minori. Il procedimento autorizzativo per le strutture sociali viene posto in capo alle Zone sociali, tramite i Comuni capofila, mentre il gruppo dei valutatori che effettua i controlli viene regionalizzato, attraverso la creazione di un elenco regionale da cui le Zone sociali devono attingere”.

Marcello Guerrieri

Esercita la professione di giornalista da oltre trent’anni: ha esordito con la cronaca locale per la redazione ternana de il Messaggero, per la quale ha anche curato, per un lungo periodo, pure gli aspetti sindacali ed economici delle aziende della provincia di Terni. Collabora tuttora col giornale romano. Ha seguito sin dall’inizio, l’evoluzione dei nuovi media, curando numerosi siti come quello di “Terninrete”