“Formare continuamente il personale è un elemento fondamentale per tutte le aziende”, precisa Antonio Bartoccini, titolare di un gruppo imprenditoriale in continua espansione

Bartoccini Gioielleria

L’Umbria della piccole e medie imprese, oltre a tante debacle, riserva piacevoli sorprese con imprenditori giovani e determinati, la cui fiducia in un futuro possibilmente migliore sembra non essere mai venuta meno. E questo anche nei momenti più difficili.
Una di queste sorprese è sicuramente Antonio Bartoccini, un personaggio comunque impegnato inoltre a livello sociale, essendo il gruppo noto per la presenza nel mondo dello sport in virtù dei valori che rappresenta : “positivi e costruttivi”.

Infatti Bartoccini Gioiellerie Perugia dà il nome ad una squadra di volley femminile che milita in Serie A2. Ma l’impegno non si ferma qui, visto che sulle maglie della squadra c’è uno sponsor etico: “Avanti tutta”, un’ associazione perugina che aiuta e sostiene i malati di cancro.

Il gruppo Bartoccini inoltre sostiene da anni le realtà sportive più importanti della città, il Perugia Calcio e la Sir Safety Conad Perugia in Serie A1 della pallavolo maschile.
Le domande da porre sarebbero molte e nell’intervista abbiamo cercato di capire non solo la filosofia dell’azienda ma anche le motivazioni alla base di un settore che offre beni di lusso spesso voluttuari, cercando di capire come ha reagito il mercato nel corso degli ultimi difficilissimi anni.

“La mia attività lavorativa comincia molto presto con la presenza a negozio sin da ragazzo durante la scuola. L’estate e i pomeriggi spesso affiancavo mio padre e mia madre nel lavoro”, ci racconta Bartoccini che entra stabilmente nell’azienda di famiglia nel lontano 1989, diventando dopo vari corsi “Gemmologo” e socio dell’ Associazione Italiana Gemmologi.
Un lungo cammino percorso insieme alla sorella Fidela, che divenuta maestra orafa permette di produrre una linea di gioielli con diamanti acquistati direttamente nei centri di taglio e commercializzati nei vari punti vendita di una realtà in costante crescita.Il Gruppo barroccini,va sottolineato,impiega 45 dipendenti ed è in continua espansione.

“Noi abbiamo un mix merceologico molto ampio, che va dal regalino da 20 euro al gioiello importante da oltre 10.000 puntualizza Antonio Bartoccini. Non possiamo definirci completamente azienda di lusso, perché abbiamo molti prodotti al di fuori daquesta definizione. I beni però che possono rientrare in questa categoria sono gli orologi svizzeri di marchi storici importanti e i gioielli in oro con diamanti e pietre preziose. Personalmente non mi piace parlare di crisi, ma di cambiamento del comportamento dei consumatori. La nostra varietà di offerta merceologica ci ha permesso comunque di passare indenni attraverso questi anni, con fatturati, a parità di perimetro, stabili”.

Ci dovranno essere dei punti di forza che permettono all’azienda di essere un punto di riferimento del settore sia in Umbria che fuori Regione, chiediamo per comprendere meglio l’espansione del Gruppo Bartoccini nel corso del tempo.

“La grande varietà di assortimento, il servizio post vendita, la presenza molto diffusa sul territorio umbro, la capacità di rispondere velocemente al cambiamento di gusto dei consumatori, adeguando l’offerta alle esigenze della clientela e soprattutto la stabilità dei nostri collaboratori molto preparati e professionali”, sottolinea con orgoglio Antonio Bartoccini.
In un settore così delicato la formazione diventa importantissima nello sviluppo futuro. Infatti credo che “formare continuamente il personale sia la chiave di volta di tutte le aziende. Il nostro settore vanta un ritardo pluridecennale sulla competenza delle persone che lavorano nella filiera, soprattutto al dettaglio. Per esempio essere gemmologo o avere fatto corsi di aggiornamento su diamanti e pietre preziose è una condizione essenziale per vendere gioielli. E’ come se vado dal dottore ma non ha la laurea in medicina. Non è concepibile. Nel frattempo,conclude Antonio Bartoccini, la tecnologia si è evoluta in maniera incredibile,facendo nascere l’esigenza di professionalità reinventate e di nuove figura professionali. Parliamo ad esempio di disegnatori con cad, operatori per prototipazione rapida, esperti dell’ e-commerce e web marketing. Sopra a tuttì conclude Bartoccini,metterei l’orologiaio, una figura che va scomparendo e sempre più difficile da trovare.”
Già l’orologiaio, aggiungiamo noi, una figura tipica di un mondo superato dalla tecnologia ma tipica di un’arte creativa a livello manuale che sembra lontana nel tempo.

Pier Francesco Quaglietti

Pier Francesco Quaglietti, iscritto all’Ordine dei Giornalisti dell’Umbria dal 1987, elenco pubblicisti. Ha diretto varie testate cartacee e online,ha collaborato con agenzie stampa nazionali e svolto l’incarico di ufficio stampa per varie aziende ed enti privati. Grande conoscitore ed amante della gastronomia e della storia del cibo, è un fedelissimo lettore di Tex Willer, Dago, Lancio Story. Appassionato di saggistica e romanzi storici, ha donato una consistente parte del suo archivio alla “Fondazione Renzo De Felice-Ugo Spirito”