Recanati ricorda Mario Clementoni

La città leopardiana celebra l’illustre concittadino con l’intitolazione di un Piazzale e un Convegno

Lungimirante, visionario, un vero precursore, tutto questo è stato Mario Clementoni. A cinque anni dalla sua scomparsa, Recanati, la città in cui il suo sogno è nato e dalla quale è partita un’avventura incredibile, lo ricorda dedicandogli un piazzale che porterà il suo nome.

In occasione di questo solenne momento, che si svolgerà a Recanati, alle ore 17 del 14 ottobre in Viale Battisti (Zona Porta san Filippo), saranno presenti le Autorità Civili, Religiose e Militare di Recanati e di Macerata.

A seguire, alle 18, presso il Teatro Persiani, la famiglia e la sua azienda lo ricorderanno nell’unico modo possibile: occupandosi di bambini, vero motore della sua passione. La stessa passione che oggi permea il lavoro dei suoi quattro figli e di tutti i suoi collaboratori, che del “Signor Mario” hanno voluto proseguire la missione portando avanti un progetto fatto di coraggio, impegno quotidiano e tanta determinazione.

Al Convegno interverranno oltre all’AD dell’azienda Giovanni Clementoni, il Sindaco di Recanati Francesco Fiordomo e il Consigliere della Regione Marche Luca Marconi, che hanno fortemente sostenuto la volontà della comunità recanatese di ricordare Mario Clementoni oltreché per dedicargli un meritato tributo, anche per creare un’occasione di riflessione sui bambini di oggi e la loro crescita, perché i nostri figli saranno gli adulti di domani, il nostro futuro e quello della nostra società.

Ospite d’onore sarà la Prof.ssa Maria Rita Parsi, Psicoterapeuta, Scrittrice, già Membro ONU | Committee on the Rights of the Child con la quale potremo parlare dell’importanza dell’ascolto e del dialogo tra genitori e figli come mezzo per aiutarli a crescere. La sfida è dunque quella di aiutare il bambino a scoprire e valorizzare le sue doti interpretando il ruolo di guida senza soverchiare una personalità in fase di sviluppo. Onere e onore del genitore è capire, accompagnare e sostenere il proprio figlio. Parlare ai propri figli e seguirli da “vicino” nei primi anni di vita ci consentirà di “attrezzarli” ad affrontare il futuro e i pericoli, vecchi e nuovi, che si troveranno ad affrontare per diventare l’uomo e la donna che saranno domani: il bullismo, i pericoli del web, la droga, il gioco d’azzardo… sono solo alcuni degli ostacoli che nostro figlio potrebbe incrociare nel suo cammino di crescita. Parlare al proprio figlio, comunicare con lui e condividere i suoi interessi è possibile, anzi doveroso e certamente piacevole per un genitore, tuttavia crediamo che questo rapporto sia frutto di un percorso di crescita fatto insieme nel tempo, fin dai primi anni di vita del bambino. Gettare le basi di rapporto che si evolve nel tempo è un “lavoro” che un uomo e una donna iniziano ad esercitare da quando “diventano” genitori, con impegno e formazione, perché non si nasce genitori, non si è genitori perché si mette al mondo un bambino. E come ogni rapporto, anche quello tra genitore e figlio si basa sull’attenzione, sulla preparazione, sull’ascolto, sul dialogo, sul progettare creativo che permette di crescere insieme, genitori e figli, ciascuno rispettando il proprio ruolo, con amore.  Il linguaggio dei primi anni di vita? Il gioco, palestra di emozioni e di esperienze fin dai primi giorni di vita, fondamentale per crescere – “Un bambino che non gioca non cresce e non può diventare un adulto in equilibrio.”

 

Maurizio Lombardi

Maurizio Lombardi, 53 anni, giornalista, dopo 15 anni di Ufficio Stampa in Confindustria, ha collaborato con Il Sole 24 Ore ed altre testate economiche. E’ editorialista su magazine on line a diffusione nazionale in cui affronta argomenti legati alla web reputation e alla costruzione dell’identità digitale di imprenditori e imprese. Dal 2004 è consulente in comunicazione, marketing e Relazioni Pubbliche presso Associazioni di categoria e società italiane, pubbliche e private.