Dr. Bracci, il metodo Grimaldi per la risoluzione dei problemi tendinei

A Bientina, in provincia di Pisa, il Dr. Riccardo Bracci, kinesiologo laureato in Fisioterapia, già Docente di Scienze e Tecniche Riabilitative presso l’Università degli Studi di Firenze, propone il metodo Grimaldi per risolvere i problemi ai tendini.

“Un supporto indispensabile per un approccio importante nel trattamento del paziente affetto da problemi ai tendini, un metodo fisioterapico basato sull’accorciamento muscolare e sulla sollecitazione di trazione”. Il Dr. Riccardo Bracci lavora da oltre trent’anni in maniera esclusiva sul Metodo Grimaldi, identificato nella prima metà anni ’80 da lui stesso, in collaborazione con il Dr. Luigi Grimaldi e il Dr. Massimo Fantozzi.

“I risultati ottenuti sono talmente positivi e provocano un processo di causa-effetto così immediato, da convincermi ad avvalermene in maniera esclusiva” – spiega il Dr. Bracci -. Per combattere problematiche connesse a patologie che interessano la spalla, gli arti, ma anche la rachide cervicale o lombare, le manovre possibili sono innumerevoli e vengono effettuare tramite dei supporti frutto di un lavoro cospicuo: “Per capire quanto concretamente il metodo Grimaldi dia risultati visibili sin dalla prima applicazione, portando ad una rapida recessione del dolore, possiamo citare 2 test applicati a Firenze e Novara su 22 pazienti che avevano problemi funzionali di spalla. Questi pazienti sono stati testati con apparecchiatura ad ultrasuoni prima e dopo la manovra per riuscire a stabilire in modo indiscutibile una relazione causa effetto che è avvenuta su tutti loro”.

Nelle parole del Dr. Bracci: “Queste terapie non provocano dolore e non prevedono l’assunzione di farmaci, le modificazioni attese in termini di grande riduzione e cessazione della sintomatologia dolorosa ed evidente guadagno di forza (con ritorno alla possibilità nei gruppi muscolari interessati di equilibrare carichi sulle diverse lunghezze) si manifestano in tempi incredibilmente brevi. Il ciclo completo di cure può variare da sei ad otto sedute che per pazienti non residenti vengono attuate più volte al giorno con lo scopo di completare il ciclo completo di cure in 3-4 gg”.

Le tendiniti più frequenti sono quelle causate da un uso eccessivo del muscolo o da un danno associato a un’attività troppo intensa, di solito riconducibile a stress muscolare. Anche l’invecchiamento e le variazioni ormonali favoriscono l’instaurarsi della patologia tendinea. In particolare gli atleti più anziani che riprendono gli allenamenti dopo un lungo periodo di stop, sono maggiormente soggetti a lesioni tendinee complete. Questo perché con il passare degli anni tendini e muscoli perdono elasticità diventando più sensibili agli eventi traumatici.

Conseguentemente avviene l’assetto di catena cinesiologica compensatoria; quando permane la continuità di utilizzazione scorretta muscolare si giunge ad una cattiva trazione sulla giunzione tendinea-periostea e conseguente entesite.

La cattiva utilizzazione muscolare è frequente nelle persone che praticano sport e quindi compare maggiormente nelle attività più popolari come calcio, basket, scherma. Le tendiniti accompagnano sistematicamente ogni tipo di attività agonistica, anche a livello amatoriale.

“La manovra da noi identificata – conclude il Dr. Bracci – permette con sistematicità un rapido ripristino del corretto assetto funzionale nei gruppi muscolari bersaglio della terapia, consentendo il ritorno della capacità di gestire i sovraccarichi relativi alle posture forzate protratte nel tempo”.

 

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Redazione

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