Antonio Di Giovanni “Il futuro dei parquettisti è riuscire ad innovare la propria sapienza di artigiani”

Il titolare dell’azienda romana “Di Giovanni Parquet” spiega come la professione di parquettista può resistere nel tempo :“superando i metodi tradizionali e innovandosi, a partire dalla ricerca di nuovi materiali”.

Antonio Di Giovanni

Il 47% dei lavori che conosciamo scomparirà nei prossimi due decenni. Lo sostiene uno studio dell’università di Oxford. Si estingueranno tutte le professioni che possono essere sostituite da Internet, affidati ad una app oppure ad un robot o facilmente delocalizzate. Resisteranno i lavori altamente qualificati e quelli creativi (come ingegneri, programmatori, stilisti e scrittori) oppure poco qualificati, ma non sostituibili (come parrucchieri e badanti). E gli artigiani che fine faranno? Pensiamo alle griffe italiane e all’industria delle macchine di precisione che esportiamo in tutto il mondo. Pensiamo ancora alla produzione di pezzi di design in serie limitata. Il filo che lega il Made in Italy di successo del passato a quello del futuro è ancora oggi il lavoro artigiano, una caratteristica della nostra cultura spesso non valorizzata. Tra le professioni da preservare c’è ad esempio quella del parquettista, l’artigiano specializzato per la realizzazione e la messa in posa dei parquet. “Una professione che richiede competenza, esperienza e passione – ci conferma Antonio Di Giovanni, titolare dell’azienda romana Di Giovanni Parquet operativa dai primi anni Novanta – richiede anche una certa dose di originalità e creatività. Siamo in un’era in cui ci si improvvisa. Io ricordo quando ho iniziato a lavorare nel settore e posso dire di aver avuto due fortune nella vita: scegliere un mestiere che mi piaceva e poterlo fare per tutta la vita”. Non a caso lo chiamano “profeta del mestiere” i diversi professionisti, architetti, geometri, ingegneri, che ogni giorno si rivolgono a lui per avere consigli sul prodotto da utilizzare e scegliere. “L’esperienza – aggiunge Di Giovanni – è quella che ti fa distinguere un buon parquet da uno scadente, ma soprattutto ti fa individuare il parquet ideale per ogni ambiente e ogni utilizzo possibile, coniugando estetica, qualità e funzionalità. Ed è sempre l’esperienza che fa la differenza anche nella posa. E’ la cosiddetta sapienza artigiana”. Sapienza che però deve adeguarsi ai tempi. “L’artigiano che lavora nel mondo del legno e in particolare si occupa di parquet deve riuscire, per mantenersi al passo con i tempi, a superare i metodi tradizionali, utilizzando innovazione tecnologica senza rinunciare alla qualità del prodotto. Poi, certo – conclude il maestro Di Giovanni – la sostanza ha un costo, ma i nuovi prodotti che le aziende, come la Itlas, che ho scelto per i miei clienti, ci danno la possibilità di essere anche competitivi sul mercato, con un ottimo rapporto qualità – prezzo, continuando a realizzare piccoli capolavori di legno per rendere le case più calde e accoglienti”.

Redazione

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