Come ai tempi di Marco Polo: torna la “Via della Seta”

La Cina si sta attrezzando per il trasporto delle proprie merci in Europa: il ruolo dell'Italia.

Era, nel Medioevo, la parte terminale della “Via della Seta”. Ed adesso l’Italia si ripropone quale punto d’arrivo dei mercati del Dragone in Europa. Lo ha fortemente spiegato il Presidente della Repubblica, Sergio Mattarella al suo omologo cinese Xi Jinping nel palazzo dell’Assemblea del popolo durante la visita di stato alla quale ha anche partecipato il Ministro Graziano del Rio ed un folla di imprenditori.
La logistica italiana può far fronte alla richiesta cinese, che è imponente: una affermazione che viene sostanziata dal fatto che per un lungo periodo proprio Napoli ed il suo porto ha retto, anche se non sempre in maniera adeguata, la domanda di smistamento delle merci. Ma è stata sino ad ora una azione non coordinata ed ora si cerca di stabilire regole precise nel trasporto delle merci in Europa. Perché venne scelto Napoli? Proprio per i vantaggi incredibilmente alti nell’evitare di trasferire direttamente nel Nord Europa le merci ed ora l’intera Penisola si mette a disposzione della macchina di produzione cinese.
Può sembrare stano ma il Governo Cinese vuole proprio la “via della seta”, l’attraversamento di mezzo continente asiatico per arrivare al Mediterraneo, per poi dirigersi verso l’Europa, che è pur sempre il più grande mercato del mondo sia come abitanti ma soprattutto come disponibilità. Tutte le nazioni sulla strada designata, Uzbekistan, Kazakistan, Turkmenistan, Turchia ma anche Israele e Egitto si stanno attrezzando con nuove ferrovie, nuove strade, nuovi centri logistici. L’Italia oltre a Napoli, intercetta il movimento anche a Trieste e Genova, che dovrebbe essere collegata in tempi brevi direttamente a Rotterdam con l’Alta Velocità. Grande attenzione a Taranto ed alle sue aree, che sono potenzialmente adatte a carpire il grosso del commercio. Ma tanto per far comprendere che la storia non cambia mai, sembra che la proposta italiana più apprezzata dalle autorità cinesi sia stata quella di lasciare in concessione diretta ad imprese cinesi dei grandi “parchi”, insomma una sorta di fondachi come accadeva a Venezia, il punto terminale della Via della Seta vista con gli occhi di Marco Polo. Veneziano.

Marcello Guerrieri

Esercita la professione di giornalista da oltre trent’anni: ha esordito con la cronaca locale per la redazione ternana de il Messaggero, per la quale ha anche curato, per un lungo periodo, pure gli aspetti sindacali ed economici delle aziende della provincia di Terni. Collabora tuttora col giornale romano. Ha seguito sin dall’inizio, l’evoluzione dei nuovi media, curando numerosi siti come quello di “Terninrete”