Terremoto centro Italia: donate mungitrici a carrello agli allevatori di Norcia

Cinque mungitrici a carrello per bovini e ovini donate agli allevatori di Norcia. Questa è la buona notizia che arriva dalle zone terremotate dell’Umbria dopo mesi di sofferenze e difficoltà causate dal sisma e dal maltempo, che da settimane stanno mettendo a dura prova gli abitanti dell’Appennino Centrale e in particolar modo chi su queste terre ha edificato le proprie attività economiche.

Le mungitrici sono state trasferite lo scorso 21 gennaio alla tensostruttura, ad uso zootecnico, del campo base Allegretti grazie alla donazione di due aziende: la Demes di Roma e la IMA di Grosseto che, in collaborazione con la protezione civile e il servizio veterinario regionale, hanno dato vita a un atto di solidarietà importante. Una volta consegnati i macchinari, dotati di tutti i prodotti per l’utilizzo e la manutenzione, sono state fornite agli allevatori le spiegazioni tecniche sul funzionamento.

Il contesto difficile nel quale si trova il Centro Italia dal 24 agosto scorso, data del terremoto di Amatrice, è stato progressivamente amplificato dalle scosse sismiche che continuano ad interessare la faglia che attraversa questo tratto dell’Appennino e dalle rigide temperature che da tempo hanno costretto gli abitanti di diversi comuni, non solo dell’Umbria ma anche di Marche e Abruzzo, a contrastare le abbondanti nevicate. La neve e le temperature rigide hanno spinto molte persone ad allontanarsi dalle abitazioni e lasciare le tensostrutture che le hanno accolte dopo i crolli, con la speranza di tornarvi in condizioni climatiche migliori. Altro discorso però va fatto per gli allevatori che non possono abbandonare le aree montane dove hanno i propri capi di bestiame, ciò che  rappresenta per loro sostenibilità e per l’intera Regione una buona fetta dell’attività economica.

Per questo, le mungitrici a carrello, doppio gruppo, assumono un valore simbolico oltre che materiale: si tratta di donazioni, come è stato detto nel corso della cerimonia di consegna, che portano agli allevatori particolare conforto e nuova speranza.

 

 

Martina Tini

Nata a Terni nel 1988, laureata in lettere con una magistrale in Editoria e Scrittura a Roma “La Sapienza”. Dopo un’esperienza in una casa editrice e una tesi sulla promozione della lettura tra i giovani, si è lanciata nel mondo del lavoro, senza il paracadute. Ama la letteratura italiana e inglese, il cinema e il buon cibo. Ghostwriter. Colleziona quadri e fotografie. Fan degli Afterhours, ha già stabilito il suo prossimo obiettivo: accedere all’ordine dei giornalisti-pubblicisti.