La disciplina agevolata per i premi di produttività

Per i lavoratori meno tasse fino a 2.000 euro

La legge di stabilità 2016 l’aveva messa nero su bianco: una norma che ripristina la tassazione agevolata per i premi di produttività. Ora si appresta a essere applicata dopo che il ministro del Lavoro e delle Politiche sociali Poletti e il ministro dell’Economia e delle Finanze Padoan hanno firmato il relativo decreto interministeriale (in attesa poi del decreto attuativo).

Si tratta della disciplina che regola i premi di produttività, ovvero quella parte del reddito dei lavoratori di importo variabile (e prevista solo in alcuni casi), legata ai risultati, alla qualità, all’efficenza del lavoro stesso. Con questo decreto vengono dunque stabiliti dei criteri (non certo gli importi), tra cui anche quelli relativi alle somme erogate sotto forma di partecipazione all’utile dell’impresa (una modalità sempre più diffusa e mutuata dagli esempi virtuosi all’estero).

Per alcune fasce di lavoratori, la buona notizia è stata dunque confermata, e si somma al beneficio del bonus degli 80 euro in busta paga, entrato ormai a regime. Per coloro che hanno percepito nel settore privato redditi (da lavoro dipendente) fino a 50.000 euro lordi annui, il relativo premio di produzione (entro il limite di 2.000 euro) non è soggetto alla tassazione relativa al proprio scaglione di appartenenza, ma a una tassazione agevolata con imposta sostitutiva del 10%.

Per giungere a questo risultato, il Governo ha stanziato 430 milioni di euro per il 2016, che salgono a 589 negli anni successivi. Il limite più alto dei 50.000 euro lordi annui ha aumentato anche la platea dei beneficiari di questa norma.

Redazione