La Ceramica di Caltagirone compie un importante passo verso il riconoscimento come Indicazione Geografica Protetta per i prodotti artigianali e industriali (IGP non-agri). Il Ministero delle Imprese e del Made in Italy (Mimit), dopo aver acquisito il parere della Regione interessata, ha espresso parere favorevole sulla richiesta di registrazione della denominazione.
Con questa decisione salgono a sei le domande approvate nell’ambito del nuovo sistema europeo di protezione delle eccellenze artigianali e industriali, introdotto dal Regolamento UE 2023/2411 e regolamentato in Italia dal decreto legislativo 2 aprile 2026, n. 51.
Tra le realtà già ammesse al percorso di tutela figurano alcune delle più rappresentative produzioni artistiche italiane: Vetro di Murano, Merletto di Burano, Corallo di Torre del Greco, Cammeo di Torre del Greco e Ceramica Vietri.
Una nuova protezione per il patrimonio artigianale italiano
Il riconoscimento IGP non-agri rappresenta una novità significativa perché estende anche ai prodotti artigianali e industriali una forma di tutela finora associata principalmente alle produzioni agroalimentari.
Il nuovo sistema permette di valorizzare lavorazioni legate alla tradizione e all’identità dei territori italiani, offrendo maggiore riconoscibilità e protezione sul mercato europeo. Tra i settori coinvolti rientrano, oltre alla ceramica, anche il vetro artistico, la gioielleria, i tessuti, i pizzi, la porcellana, le lavorazioni del cuoio, le pietre naturali, la posateria e gli strumenti musicali.
La Ceramica di Caltagirone, espressione di una lunga tradizione manifatturiera siciliana, entra così in un percorso destinato a rafforzare il legame tra prodotto, territorio e qualità artigianale.
Il prossimo passaggio spetta all’Unione Europea
Dopo il via libera del Mimit, la documentazione sarà trasmessa dalla Direzione generale per la proprietà industriale – Ufficio italiano brevetti e marchi all’EUIPO (Ufficio dell’Unione europea per la proprietà intellettuale).
L’ente europeo procederà con le successive verifiche previste dall’iter comunitario, fino all’eventuale registrazione definitiva della denominazione come IGP non-agri.
Immagine: MIMIT
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