Ed alla fine le associazioni di categoria richiedono soldi al Governo: le società che raccolgono e lavorano le olive si trovano strette in una morsa senza uscita: le transazioni di olio extravergine di oliva italiano sono pressoché ferme, i prezzi riconosciuti alle imprese compressi mentre aumentano quelli di produzione, trasformazione, stoccaggio e finanziamento. Ma quello che preoccupa, peraltro anche per la filiera del vino è la grande quantità di prodotto invenduto, che rimane nelle cantine delle aziende. Sino ad ora si è andati avanti con sussidi mantenendo il prezzo dell’extravergine a livelli inimmaginabili, anche quindici euro al litro.
Certo, le aziende lamentano che quello è il prezzo giusto e che anzi andrebbe aumentato ma non si tiene in conto del portafogli degli italiani che non possono semplicemente permetterselo. Sino ad ora molto del problema si è risolto mettendo a deposito l’olio per mantenere surrettiziamente il prezzo elevato. Ma questi sono nodi che prima o poi verranno al pettine. Le associazioni di categoria hanno fatto un elenco lunghissimo delle provvidenze che il Governo dovrebbe concederli. E per pura informazione vengono elencate di seguito. Le prime da adottare immediatamente. Va da sé che il peso sul bilancio dell’agricoltura sarà onerosissimo:
• Contributi in conto interessi e contributi a fondo perduto sui finanziamenti
• Attivazione della cambiale agraria ISMEA anche attraverso patrimonio
• Sospensione per dodici mesi delle rate dei mutui e degli altri finanziamenti
• Rinegoziazione dei mutui e degli altri finanziamenti assistita dalla garanzia pubblica ISMEA a titolo gratuito
• Rafforzamento della campagna istituzionale di promozione dell’olio extravergine di oliva italiano
• Apertura di un tavolo permanente con la GDO per favorire valorizzazione EVO italiano
• Destinazione di specifiche risorse ICE alla promozione di EVO italiano nei principali mercati esteri.
Misure da attuare nel medio periodo
• Credito d’imposta a favore di reti di impresa, innovazione e cooperazione di filiera
• Rafforzamento patrimoniale delle Organizzazioni di Produttori e delle loro Associazioni,
• Esonero straordinario dei contributi previdenziali per ridurre il costo del lavoro
• Attivazione di un regime di stoccaggio privato per gli oli extravergini italiani
• Nella futura PAC introdurre intervento per promozione internazionale del settore sul modello vino
• Rafforzare la formazione e l’informazione rivolte agli operatori della ristorazione e ai consumatori
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