A distanza di quindici giorni dallโavvio del conflitto in Iran, i mercati delle materie prime, analizzati dalla Cgia di Mestre, mostrano un quadro complessivamente stabile. Contrariamente a quanto accaduto in altre fasi di alta tensione geopolitica, molte delle commodities hanno registrato lievi riduzioni di prezzo. Il nickel ha visto un calo del 2,2%, il rame del 2,3%, lo zinco del 2,7%, il piombo del 2,9% e lo stagno del 7,8%. Questi segnali indicano una resilienza delle catene di approvvigionamento globali, che stanno reagendo con forza all’incertezza derivante dalla crisi mediorientale.
Rincari per petrolio e gas
Nonostante la stabilitร in molte materie prime, i combustibili fossili hanno registrato forti aumenti, con il petrolio che ha visto una crescita del 42% e il gas del 59,4%. Questi aumenti sono stati superiori a quelli verificatisi dopo lโinvasione russa in Ucraina nel 2022. Lโassociazione Cgia sottolinea come questi rincari riflettano la particolare sensibilitร del settore energetico agli squilibri geopolitici causati dal conflitto in Iran.
Effetti sul mercato energetico
Lโaumento dei prezzi del gas e del petrolio ha inevitabilmente avuto un impatto diretto sui carburanti, con la benzina che รจ aumentata dellโ8,7% e il diesel del 18,2% nelle ultime due settimane. Questo ha gravato principalmente sulle categorie che utilizzano quotidianamente veicoli, come autotrasportatori, taxisti, autonoleggiatori, operatori turistici, agricoltori e pescatori. Tali aumenti sono difficili da sostenere per molte imprese, con impatti significativi sui bilanci aziendali.
Stabilitร del mercato internazionale e crisi in Medio Oriente
Il confronto con la crisi del 2022, legata all’invasione russa in Ucraina, mostra che, pur trattandosi di un conflitto geopolitico significativo, il mercato delle materie prime ha reagito in modo meno turbolento. In quel periodo, le reazioni dei mercati furono immediate e diffuse, con rialzi eccezionali delle principali materie prime giร a breve termine. In questo caso, perรฒ, la struttura delle interdipendenze economiche e commerciali con lโIran ha creato pressioni meno intense, almeno inizialmente.
Tuttavia, lโandamento dei mercati dipenderร dalla durata e dallโintensificazione del conflitto, e sarร cruciale monitorare lโevoluzione della situazione geopolitica per capire se questi effetti si amplieranno.
Mitigare i rincari: le proposte della Cgia
Per far fronte all’aumento dei prezzi dei carburanti e allโeventuale crescita delle bollette energetiche, la Cgia suggerisce diverse misure di intervento fiscale e regolatorio:
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Riduzione delle accise e IVA: Interventi mirati per ridurre il peso fiscale sui carburanti e sulle bollette, che potrebbero offrire un sollievo immediato alle famiglie e alle imprese.
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Semplificazione delle bollette: Un abbattimento degli oneri di sistema nelle bollette di luce e gas per ridurre i costi complessivi.
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Maggiore regolamentazione del mercato: Rafforzamento dei poteri di vigilanza per contrastare eventuali fenomeni speculativi e garantire maggiore trasparenza nella formazione dei prezzi.
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Diversificazione delle fonti energetiche: Lโinvestimento nelle energie rinnovabili, nello stoccaggio energetico e nelle infrastrutture di rete รจ cruciale per stabilizzare i prezzi energetici e ridurre la dipendenza dai combustibili fossili.
Lโimpatto sulle famiglie e imprese
Nel breve periodo, la Cgia stima che le famiglie italiane potrebbero vedere un aumento medio delle bollette di circa 350 euro allโanno. In Veneto, ad esempio, lโaumento delle bollette potrebbe costare circa 751,8 milioni di euro alle famiglie della regione. Le province con lโimpatto maggiore sono Padova (143,7 milioni di euro), Verona (143 milioni) e Venezia (134,1 milioni).
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