Sanità in Puglia, il disavanzo si avvicina ai 300 milioni: possibile aumento delle tasse

La Regione si prepara a misure drastiche per coprire il disavanzo in sanità, con l'Irpef e il ticket farmaceutico tra le opzioni

sanità siciliana

Il bilancio della sanità in Puglia si avvicina a un disavanzo che potrebbe superare i 300 milioni di euro per il 2025. La situazione, già monitorata da settimane, sarà al centro della discussione odierna, quando la Regione Puglia parteciperà al tavolo tecnico con i ministeri alla Salute e all’Economia per fare il punto sui conti. Sebbene il dato definitivo si conoscerà solo il 30 aprile, il preconsuntivo indica chiaramente una cifra che, come rivelato da fonti interne, è legata a una serie di fattori economici e istituzionali che continuano a pesare.

Il disavanzo: cause e numeri

A pesare maggiormente sul bilancio della sanità pugliese sono, da un lato, l’aumento dei costi (energetici e farmaceutici) e, dall’altro, la mancanza di finanziamenti statali attesi dalla Puglia. Circa 250 milioni di euro di risorse statali, che erano previste per il 2025, non sono stati erogati, aggravando una situazione già complessa. Inoltre, il payback sui dispositivi (la compartecipazione delle aziende alle spese sanitarie) è stato sospeso dal Consiglio di Stato, con una decisione che lascerà in sospeso 247 milioni di euro, almeno fino all’udienza di settembre.

In aggiunta, la Puglia ha dovuto fare ricorso alle economie vincolate, ovvero risorse che non possono essere liberamente allocate nel bilancio ma devono essere destinate a specifici progetti. Questa risorsa, utilizzata negli anni passati, non sarà disponibile quest’anno a causa dell’esaurimento delle risorse.

Le soluzioni al disavanzo: aumento delle tasse e razionalizzazione dei costi

Per coprire il buco del bilancio, il presidente della Regione Antonio Decaro dovrà affrontare una serie di opzioni. L’ipotesi principale riguarda l’aumento dell’Irpef, l’unica tassa che, al momento, presenta margini di intervento, considerando che le aliquote in Puglia sono tra le più basse in Italia. Dal 2022, la Puglia applica un’aliquota progressiva su base di scaglioni di reddito, con percentuali che vanno dall’1,33% per i redditi fino a 15mila euro all’1,85% per quelli superiori ai 50mila euro. L’aumento potrebbe essere temporaneo, limitato a un anno o esteso, a seconda delle proiezioni sul deficit per gli anni futuri.

Accanto a questo, altre misure potrebbero essere valutate, come l’aumento del ticket farmaceutico, che dal 2010 è fissato a 1 euro a ricetta e che potrebbe essere rivisitato per contenere la spesa sanitaria legata ai farmaci, ancora troppo elevata. Un’altra opzione sul tavolo è la razionalizzazione dei piccoli ospedali, con il possibile riutilizzo delle chirurgie poco operative e la riduzione dei costi delle Sanitaservice, che sembrano essere aumentati negli ultimi anni.

Le risorse per coprire il deficit

A fronte di queste possibili azioni, sono previsti anche altri interventi per coprire il disavanzo. Il gettito fiscale extra che la Puglia ha visto negli ultimi mesi, pari a circa 7-8 milioni di euro, insieme a 8 milioni di risparmi sui contributi pubblici, potrebbero essere utilizzati per attenuare il disavanzo sanitario. Tuttavia, questi fondi non saranno sufficienti a coprire il totale del buco, e sarà necessario un intervento diretto sul bilancio regionale.

Redazione

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