In Italia sono 2,4 milioni le famiglie che soffrono di povertà energetica, con un dato particolarmente preoccupante per il Trentino-Alto Adige, dove ben 55 mila famiglie si trovano in questa condizione. Questo tema è stato al centro del convegno “La povertà energetica”, organizzato a Bolzano dalle categorie dei pensionati e dei lavoratori del settore energetico della Cgil/Agb. L’incontro ha visto la partecipazione di importanti esponenti sindacali e di esperti del settore energetico, tra cui Alfred Ebner, segretario generale di Spi/Lgr, Rossana Rolando, segretaria generale Filctem/Gechta, e Carla Mastrantonio, segretaria nazionale Spi. Presenti anche dirigenti di Alperia, come Johanna Vaja, direttrice Corporate Hr, e Alessandro Randon, Ceo di Smart Services.
La povertà energetica: cause e conseguenze
Nel corso del convegno, i sindacalisti hanno analizzato come la povertà energetica sia il risultato di una combinazione di redditi bassi, costi energetici elevati e abitazioni inefficienti. Questo fenomeno colpisce in particolar modo anziani, donne sole e famiglie numerose, esponendoli a gravi disagi. Le conseguenze non sono solo economiche: vivere in ambienti freddi può causare malattie respiratorie, isolamento sociale e un generale peggioramento della qualità della vita. È stato inoltre evidenziato un paradosso che aggrava la situazione: chi è povero si vede costretto a risparmiare sui consumi energetici, rinunciando al comfort, mentre chi ha risorse economiche investe in tecnologie più efficienti per ridurre i consumi nel lungo termine.
Il caso del Trentino-Alto Adige: paradosso energetico
Una delle situazioni più singolari è quella della provincia autonoma di Trento-Alto Adige, che produce quasi il doppio dell’energia che consuma. Nonostante questo, gli abitanti sono comunque esposti agli aumenti dei prezzi energetici, poiché il costo dell’energia dipende dai mercati europei, influenzati dal prezzo del gas. A partire dal 2021, con l’escalation dei prezzi dovuta anche alla guerra in Ucraina, molte famiglie e lavoratori della regione hanno visto le loro bollette raddoppiare o addirittura triplicare, con una significativa perdita del potere d’acquisto.
La proposta della Cgil: transizione energetica giusta
Durante il convegno, i sindacalisti hanno sottolineato la necessità di un approccio integrato tra politica energetica e sociale per combattere la povertà. In particolare, è stata proposta una maggiore riqualificazione degli edifici, in particolare nelle aree periferiche e nelle prime case delle famiglie. Un altro punto centrale della discussione è stato il rafforzamento della valorizzazione delle risorse idroelettriche e lo sviluppo delle comunità energetiche rinnovabili. La Cgil ha evidenziato la necessità di negoziare meglio le concessioni idriche e di investire nell’efficienza energetica degli edifici, mirando a una transizione energetica socialmente giusta, capace non solo di ridurre i costi, ma anche di creare occupazione di qualità.
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