La ricerca della radioattività nel territorio dell’Umbria

Presentati dall’assessore Chianella i risultati di uno studio scientifico che fa parte del progetto Italrad.

Si vuole conoscere la radioattività alla quale sono esposti i cittadini dell’Umbria: ed è questo il senso del progetto nazionale ITALRAD (ITALian Radioactivity Project). Stamattina a Palazzo Cesaroni, ecco i risultati, tanti numeri dopo una serie di rilevamenti che dovranno poi essere analizzati, confrontati e dai quali usciranno modelli per la vita di tutti i giorni. A parlarne l’assessore Giuseppe Chianella, il quale ha affermato che “l’Italia è tenuta a rispettare la raccomandazione della Commissione Europea riguardante il controllo del grado di radioattività ambientale allo scopo di determinare l’esposizione della popolazione”
Tutto è partito comunque dalla disponibilità della banca dati regionale che è stata messa completamente a disposizione degli studiosi, Il lavoro di ricerca sul territorio è stato anche messo a punto insieme alle altre regioni del Centro Italia, Emilia-Romagna, Marche e Toscana.
La politica della prevenzione è stata alla base della ricerca che ha verificato il contenuto di radioisotopi naturali che costituiscono la principale sorgente di radioattività terrestre, attraverso misure su campioni di roccia e suolo, rappresentativi di tutte le varietà litologiche affioranti e dei suoli che ne derivano, e attraverso misure da velivolo. I risultati inoltre permetteranno di poter studiare possibili contaminazioni radiologiche, coadiuvare la pianificazione di standard abitativi e basare futuri studi nel campo della geologia e della salute pubblica. Tutti i dati prodotti dal Servizio Geologico regionale sono disponibili come open data al sito http://dati.umbria.it/.

Marcello Guerrieri

Esercita la professione di giornalista da oltre trent’anni: ha esordito con la cronaca locale per la redazione ternana de il Messaggero, per la quale ha anche curato, per un lungo periodo, pure gli aspetti sindacali ed economici delle aziende della provincia di Terni. Collabora tuttora col giornale romano. Ha seguito sin dall’inizio, l’evoluzione dei nuovi media, curando numerosi siti come quello di “Terninrete”