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Galleria D’Orlane: investire in arte unendo l’emozione trasmessa dalle opere alla razionalità scientifica

Galleria D’Orlane: investire in arte unendo l’emozione trasmessa dalle opere alla razionalità scientifica

Gianluca Bocchi, uno dei maggiori esperti di natura morta italiana, spiega come aiuta i clienti a capire il reale valore di ogni opera e a innamorarsene

L’arte è creatività, emozione e passione. Ed è proprio la passione il faro guida della vita del dottor Gianluca Bocchi, che nel 1984, dopo una laurea in medicina e chirurgia, decise di aprire una propria galleria d’arte e impegnarsi nello studio e nella ricerca, diventando uno dei maggiori esperti e studiosi internazionali di natura morta italiana. Mercante, collezionista e consulente internazionale, è autore di libri, saggi e articoli su riviste scientifiche dedicati a questo genere pittorico che ebbe il suo massimo splendore nel Seicento e che ha visto un intenso fiorire di studi soprattutto negli ultimi trent’anni. I suoi volumi si trovano nelle biblioteche e nelle librerie dei principali musei di tutto il mondo.

Una passione nata in famiglia, sull’esempio del padre Ulisse, collezionista d’arte. Proprio lui decise di acquistare un antico immobile a Casalmaggiore, in provincia di Cremona, che dopo un primo restauro si rivelò una palazzina veneziana del Cinquecento. Secondo un’antica stampa l’elegante e storico edificio si chiamava “Spidale d’Orlane”: qui il figlio Gianluca ha ubicato la propria galleria d’arte, decidendo poi di chiamarla “Galleria d’Orlane”. Spinto dalla sua passione, sempre affiancato dal padre, Gianluca ha approfondito i propri studi frequentando i maggiori critici degli anni Ottanta e Novanta, come Federico Zeri, Mina Gregori, Luigi Salerno e John T. Spike. Furono loro a convincerlo a occuparsi di natura morta italiana, un settore – all’epoca – ancora tutto da valorizzare. Così Bocchi, parallelamente alla frequentazione del mercato dell’arte, iniziò a percorrere la strada dell’indagine storica e artistica, privilegiando la consultazione dei documenti antichi, reperibili negli archivi pubblici e privati. Tanti i risultati ottenuti in questi anni: dalla scoperta di moltissimi dipinti inediti all’individuazione delle biografie e delle opere di molti artisti ricordati dalle fonti ma in precedenza sconosciuti e, per finire, le collaborazioni con soprintendenze e musei per l’allestimento di mostre monografiche.

L’impostazione professionale di Gianluca Bocchi è unica fra i mercanti d’arte in Italia, interessandosi egli di tutti gli aspetti di un genere pittorico come la natura morta: studio, ricerca, pubblicazioni, acquisto, vendita, valorizzazione, consulenza commerciale e peritale. Sono principalmente la passione per la ricerca e l’approfondimento conoscitivo che rendono Gianluca Bocchi una garanzia per i suoi clienti. Illustra e spiega i dipinti, informa gli acquirenti sul loro valore storico ed economico, ricostruisce le attribuzioni delle opere non firmate, ne illustra il reale stato di conservazione e la presenza di eventuali restauri, guidando chi si affida alla sua consulenza in un percorso consapevole e senza sorprese. Bocchi riesce a trasmettere il suo amore per i dipinti antichi ai clienti più affezionati, che tornano proprio perché iniziano a fare proprie quelle emozioni che solo l’arte sa regalare.

Per assecondare i gusti e soddisfare le esigenze di una clientela sempre più vasta, l’attività commerciale della Galleria d’Orlane spazia dal XV al XIX secolo e interessa tutti i generi pittorici, non solo la natura morta italiana. “Il mondo dell’arte antica è molto vasto e diversificato – spiega Gianluca Bocchi – la specializzazione in un periodo storico è un valore aggiunto che facilita l’acquisizione di una certa fiducia da parte della clientela, questo mi fatto diventare un punto di riferimento sul mercato della natura morta italiana, ma acquisto e colleziono opere di ogni genere e periodo. Come molti operatori del settore ho stretto sinergie con altre gallerie e sono in contatto con i migliori studiosi internazionali allo scopo di coprire tutto il panorama della pittura antica italiana e dare le migliori consulenze alla mia clientela”.

L’arte, secondo Bocchi, è sempre un ottimo investimento economico, ma occorre acquistare in maniera attenta e oculata. “Oggi consiglio di investire nell’arte antica e nella natura morta italiana in particolare perché il valore di acquisto di queste opere rispetto ai primi anni del duemila in taluni casi si è abbassato anche del 50%. Credo che in un’ottica di medio periodo i dipinti antichi potranno dare ottime soddisfazioni e gli acquirenti vedranno risalire le loro quotazioni”. Le opere d’arte antica non sono riproducibili e non si possono realizzare cartelli per determinare il loro valore di mercato, sono uniche – spiega Bocchi -. Il mondo dell’arte è come il mercato finanziario: si può guadagnare molto, ma bisogna stare attenti e sapere come muoversi”.  Per effettuare un acquisto oculato e senza sorprese, infatti, è necessario capire il valore dell’opera, ma anche le tendenze del futuro e anticiparle. “Consiglio di comprare dipinti antichi perché i loro valori artistici si sono già consolidati nei secoli e prima o poi dovranno necessariamente riflettersi in valori di mercato maggiori rispetto a quelli attuali, influenzati da fattori contingenti come il gusto per l’arte contemporanea.  Per orientarsi nel mercato dell’arte è sempre necessario avvalersi di un consulente esperto, il fai da te, la tentazione dell’affare o della scoperta generano solo brutte sorprese. Per determinare il valore di un’opera d’arte antica occorre valutare principalmente tre fattori: qualità, autore e stato di conservazione. Poiché le opere del Seicento italiano sono quasi tutte prive di firma, la loro corretta attribuzione è fondamentale per stabilirne il valore economico. Uno studio attento consente quasi sempre di risalire a una scuola, a uno stile particolare se non addirittura all’autore, distinguendo il maestro dagli allievi e dai seguaci. Lo stato di conservazione incide pesantemente sul prezzo, pertanto è fondamentale che il professionista fornisca le maggiore garanzie al cliente anche su questo punto, approfondendo la diagnostica dell’opera d’arte con tutti gli strumenti scientifici più opportuni per valutare l’entità degli eventuali danni subiti nel tempo”.

Ed è proprio con questa filosofia e questa mission professionali che Bocchi ha attirato la fiducia di collezionisti e investitori di tutto il mondo, appassionati di natura morta e non solo, che hanno deciso di affidarsi alle sue capacità per ottenere le consulenze più qualificate.

 

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Redazione

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