Sei straricco e vuoi venire in Italia? Per te niente tasse!

Un’idea dell’amministrazione finanziaria che fa già scalpore.

L’idea potrebbe essere considerata balzana ma ha una sua fuznione. Certo, offrire tasse bassissime ai ricchi del mondo è stato da sempre un po’ appannaggio di nazioni, come dire, “effervescenti”, sullo stile delle “repubbliche delle banane”. Prima. Poi, però gli amministratori pubblici si sono accorti che i “senza patria” ma con portafogli immensi, sono molti di più di quello che si crede, ed hanno iniziato a corteggiarli. Uno sport in cui vorrebbe cimentarsi anche l’Italia proponendo, una “flat tax”, che ha come tetto centomila euro all’anno, qualunque sia il reddito posseduto. Certo, il requisito principale è trasferire la propria residenza fiscale in Italia, che è davvero il minimo. E’ una cosa etica? Ma serve davvero? All’Amministrazione finanziaria sono convinti di sì, perché comunque quelle persone non avrebbero pagato un euro in Italia e poi ci sarebbe sempre l’occasione di poter esercitare una sorta di attrazione anche per le loro attività, finanziarie o industriale che siano. Peraltro il regime di tassazione può essere esteso anche ad uno o più familiari in possesso dei requisiti, ai quali verrà richiesta un’imposta di 25 mila euro per ciascuno di loro.
Come dire, la macchia d’olio potrebbe espandersi in maniera esponenziale. Nelle altre nazioni, pure quelle che fanno parte dell’Unione Europea, che l’hanno adottata sono molto contenti. Ora si vedrà se la pruderie dei politici italiani metterà al bando una iniziativa che può sembrare esatemporanea ed ingiusta, ma che potrebbe portare molti, moltissimi soldi nelle casse dell’Erario.

Marcello Guerrieri

Esercita la professione di giornalista da oltre trent’anni: ha esordito con la cronaca locale per la redazione ternana de il Messaggero, per la quale ha anche curato, per un lungo periodo, pure gli aspetti sindacali ed economici delle aziende della provincia di Terni. Collabora tuttora col giornale romano. Ha seguito sin dall’inizio, l’evoluzione dei nuovi media, curando numerosi siti come quello di “Terninrete”