Aumento delle accise: una delle ricette per finanziare il deficit.

Si parla di un ritocco per benzina e gasolio. Contrari sia il Codacons che la Cgia di Mestre.

Ecco che si riparla di un aumento della benzina e del gasolio, meglio ancora, ad aumentare sarebbero le accise, insomma le tasse, per finanziare il deficit che viene rimproverato dall’Unione Europea.
Tutti i governi, negli anni hanno tipicamente fatto due manovre in caso di difficoltà, aumentare le sigarette e la benzina. Le sigarette sono a livelli assurdi che non è possibile aumentarle. Si pensava che anche le tasse sulla benzine sarebbero state intoccabili. E invece si parla, per adesso sottovoce, di un ritocchino, tanto per fare cassa: “Gli automobilisti italiani sono senza dubbio la categoria più tartassata d’Europa – denuncia il presidente del Codacons Carlo Rienzi – Negli ultimi anni i governi di ogni colore politico hanno fatto un uso intensivo delle accise sui carburanti per reperire risorse, tasse di scopo che vengono adottate per risolvere emergenze del momento, ma che non vengono più soppresse”.

Così, pian piano le accise sulla benzina dal 2011 al 2016 sono aumentate del 29% – spiegano dall’Associazione dei consumatori – mentre quelle sul gasolio sono rincarate addirittura del 46%. Il risultato è scontato se con quei soldi si è dovuto contenere l’emergenza in Libia, il terremoto dell’Emilia, le alluvioni di Genova e molto altro.

Manco a dirlo che i prezzi della benzina “italiana” sono schizzati all’in su, molto più che in Europa: per un litro di gasolio si risparmia da un minimo del dieci per cento in più in Francia sino al 25%, o quasi, in Spagna. Una piccola sorpresa c’è per la benzina: due nazioni, Olanda e Grecia, hanno prezzi addirittura superiori all’Italia, che comunque mantiene saldamente il poco invidiabile terzo posto
“Ricordiamo che l’aumento delle accise – commenta il coordinatore dell’Ufficio studi della CGIA Paolo Zabeo – innescherebbe il meccanismo delle tasse sulle tasse. Ritoccandole all’insù, infatti, le accise andrebbero ad aumentare la base imponibile su cui si applica l’Iva. Per le casse dello Stato si tradurrebbe in un doppio vantaggio che, però, penalizzerebbe oltremodo gli automobilisti e gli operatori economici che usano i mezzi di trasporto per lavoro, come i trasportatori, i taxisti, i noleggiatori con conducente, gli agenti di commercio, gli idraulici, gli elettricisti e tante altre categorie artigiane”.

Marcello Guerrieri

Esercita la professione di giornalista da oltre trent’anni: ha esordito con la cronaca locale per la redazione ternana de il Messaggero, per la quale ha anche curato, per un lungo periodo, pure gli aspetti sindacali ed economici delle aziende della provincia di Terni. Collabora tuttora col giornale romano. Ha seguito sin dall’inizio, l’evoluzione dei nuovi media, curando numerosi siti come quello di “Terninrete”