Telecomunicazioni: è sciopero nazionale

Otto ore di fermo per gli addetti del settore che chiedono normative più eque in attesa del rinnovo contrattuale. Parteciperanno tutti i sindacati principali

Sciopero Nazionale

Si fermano gli addetti delle telecomunicazioni: l’1 febbraio 2017 uno sciopero di otto ore interesserà i lavoratori e le lavoratrici del settore, in procinto di rinnovare il contratto nazionale del lavoro. Si tratta della prima fase di una protesta che proseguirà nei prossimi giorni, con altrettante ore di stop. Anche in Umbria, dove gli interessati  sono circa 400, i servizi di telecomunicazione saranno in balia della protesta che prenderà le forme di un’unica, grande manifestazione in procinto di svolgersi domani a Firenze.

Lo sciopero è stato indetto a livello nazionale dalle maggiori sigle sindacali quali Slc Cgil, Fistel Cisl e Uilcom Uil, in risposta alla chiusura di ASSTEL, l’associazione datoriale di settore. Secondo quanto annunciato dalla stessa ASSTEL, si asterranno dal turno di lavoro gli addetti di alcune delle aziende di telecomunicazione più note come Almaviva Contact, BT Italia e sue controllate, Fastweb, Sky Italia Network Service, Tim, Tiscali Italia, Vodafone Italia e le controllate e consociate in Italia, WindTre.

 

Per un contratto più giusto

L’oggetto della protesta è il contratto nazionale del lavoro e alcune fondamentali normative riguardanti gli orari lavorativi, il part‐time, la flessibilità, la classificazione professionale. In una nota, i sindacati promotori dello sciopero spiegano: “Le grandi vertenze che si stanno susseguendo nel settore vedono mettere a rischio migliaia di posti di lavoro sia nel comparto di customer care che in quello della rete, così come la dispersione di professionalità fondamentali per l’innovazione e lo sviluppo del Paese”.

Si paventa una messa in discussione dei fondamenti del CCNL e al contempo della contrattazione aziendale. Lo spauracchio di una minaccia vera e propria  a diritti ormai acquisiti sembra prendere forma all’orizzonte, tanto che già la Tim, spiegano i sindacati, “ha dato disdetta degli accordi aziendali fino ad oggi esistenti”. Le associazioni dei lavoratori, per contro, ritengono necessario il riconoscimento di una professionalità più incisiva delle forze messe in campo nel settore telecomunicazioni, definito dagli stessi “il perno dell’innovazione del Paese”. Ciò che si ribadisce è un rinnovo di contratto “che deve basarsi su adeguate basi economiche, su un sistema bilaterale della formazione in grado di sostenere l’occupabilità e la rioccupabilità all’interno del comparto, su un sistema di welfare avanzato”.

 

 

Martina Tini

Nata a Terni nel 1988, laureata in lettere con una magistrale in Editoria e Scrittura a Roma “La Sapienza”. Dopo un’esperienza in una casa editrice e una tesi sulla promozione della lettura tra i giovani, si è lanciata nel mondo del lavoro, senza il paracadute. Ama la letteratura italiana e inglese, il cinema e il buon cibo. Ghostwriter. Colleziona quadri e fotografie. Fan degli Afterhours, ha già stabilito il suo prossimo obiettivo: accedere all’ordine dei giornalisti-pubblicisti.