I primi effetti nell’economia americana di Donald Trump.

Il presidente eletto sta spingendo i grandi gruppi industriali a “rientrare” negli Usa

Prima la Ford poi la Fca: le imprese americane stanno facendo a gara per riportare all’interno degli Stati Uniti la propria produzione, provvedimenti che alla fine significano migliaia di posti di lavoro in più. E lavoro “manifatturiero”, che è molto ambito. Le grandi case automobilistiche hanno preferito evitare i balzelli alla dogana che Donald Trump, il presidente eletto degli Usa, aveva preannunciato. Insomma inizia s svilupparsi la politica economica di Trump, che pare essere per qualche grande banca, un vero esempio di virtù e preveggenza. Ad affermarlo, lo riporta anche Italia Oggi, la Deutsche Bank, i cui dirigenti affermano che il pil americano, sotto l’impulso delle strategie prefigurate, raddoppierà nei prossimi due anni, con evidenti ripercussioni positive sul commercio mondiale. Certo, sono solo previsioni, ancora Trump non è nemmeno arrivato alla Casa Bianca, ma la sua politica di “rivoluzione” sembra essere molto più apprezzata che il mantenimento dello status quo.
Anche sul fatto di far rientrare negli Usa investimenti programmati per il Messico potrebbe anche avere come effetto un aumento delle pressioni immigratorie alle frontiere. C’è comunque molta attesa, ed anche molta speranza, di un riavvio delle politiche internazionali di espansione messe a dura prova dalla grande crisi del 2008.

Marcello Guerrieri

Esercita la professione di giornalista da oltre trent’anni: ha esordito con la cronaca locale per la redazione ternana de il Messaggero, per la quale ha anche curato, per un lungo periodo, pure gli aspetti sindacali ed economici delle aziende della provincia di Terni. Collabora tuttora col giornale romano. Ha seguito sin dall’inizio, l’evoluzione dei nuovi media, curando numerosi siti come quello di “Terninrete”