Nonostante il ritorno in aula dopo l’Epifania, molti lavoratori della scuola pubblica affrontano un problema grave: stipendi non percepiti da mesi. Una situazione che colpisce docenti e personale ATA impegnati in supplenze “brevi e saltuarie”, ma che spesso si protraggono per periodi lunghi.
Un sistema inefficace che penalizza i lavoratori
In Friuli Venezia Giulia, si contano centinaia di lavoratori colpiti da questi ritardi, anche se il numero esatto è difficile da stimare, come sottolinea la CGIL Scuola. La gestione dei pagamenti, un tempo effettuata direttamente dagli istituti scolastici, è oggi affidata a piattaforme ministeriali, creando un meccanismo burocratico complicato. I fondi rimangono della scuola, ma i pagamenti vengono autorizzati solo dopo controlli da Roma, che verifica la disponibilità delle risorse.
Questa inefficienza ha generato casi paradossali: ci sono lavoratori che hanno ricevuto lo stipendio di giugno solo a dicembre, mentre altri non percepiscono nulla da settembre. Si tratta spesso di persone che coprono assenze per maternità o malattie di lunga durata, contribuendo in modo cruciale al funzionamento delle scuole.
Promesse di intervento: l’emissione speciale
Il Ministero del Tesoro ha annunciato un’“emissione speciale” prevista per il 17 gennaio 2025, con l’obiettivo di saldare le rate autorizzate ma non ancora liquidate dall’inizio dell’anno scolastico. Tuttavia, resta evidente la necessità di una riforma strutturale del sistema di pagamento. Senza interventi a monte, questa situazione rischia di ripetersi, continuando a mettere in difficoltà lavoratori essenziali per la scuola.