Marche, è donna l’impresa di assistenza ai minori

La regione è al secondo posto in Italia dietro al Friuli Venezia Giulia per aziende di questo tipo guidate da donne

asilo nido

Sono le imprese femminili, nelle Marche, a occuparsi di asili nido, baby sitting e assistenza diurna per minori disabili. Sono 120 le aziende di questo tipo, guidate da donne, vale a dire l’89,5% delle 134 imprese della regione. Le Marche sono al secondo posto dietro al Friuli Venezia Giulia, dove le aziende femminili che si occupano di assistenza ai minori sono il 93,6%. In tutta Italia, sono 4.170 quelle che garantiscono servizi all’infanzia, di cui 3.413 guidate da donne, pari a una percentuale dell’81,8%.

I numeri arrivano da Cna Impresa Donna Marche, su dati Movimprese elaborati dal Centro studi dell’associazione stessa. La responsabile Sara Catalini dice: “Uno spaccato dei servizi di assistenza nella nostra regione che dimostra come i marchigiani per questo tipo di mansioni preferiscono rivolgersi alle donne, che meglio di tutti conoscono l’esigenza di conciliare i tempi di vita e di lavoro delle famiglie. La predilezione femminile per questi settori è confermata anche dalle richieste di assunzioni delle imprese. Nei servizi alle persone, secondo l’indagine Excelsior di Unioncamere e Anpal, vi è stato un 30 per cento di richieste di personale femminile. Le imprese ricercano dipendenti donne”.

Le donne imprenditrici, nelle Marche, non si occupano naturalmente solo di fornire servizi sociali. Quelle di assistenza sociale e sanità sono 350 su 863, il 40,6%. Le attività di servizi alle persone e alle famiglie appannaggio delle donne sono 3.941, il 57,2% del totale. In particolare, lavanderie, parrucchiere, laboratori di tatuaggio e piercing, agenzie matrimoniali, per l’organizzazione di feste e ricorrenze, dog sitter, custodia e cura degli animali domestici.

Nel settore delle vacanze, è femminile un terzo dell’attività. Vale a dire servizi di ristorazione e di alloggio, servizi prettamente turistici e legati a intrattenimento e divertimento. In assoluto, è il commercio quello a maggior propensione femminile (8.419 aziende), poi l’agricoltura (7.435). Nel manifatturiero, sono 4.119 (tessile, abbigliamento e calzature), nell’immobiliare 1.594, le agenzie viaggio e di noleggio auto sono 1.187, le attività professionali, scientifiche e tecniche 1.080. è marginale la presenza di imprese femminili nell’edilizia (1.017, il 5,1%) e nei trasporti (332, 8,8%). Complessivamente, nelle Marche, ci sono 34.834 pari aziende guidate da donne, pari al 23,7% delle 147.115 imprese attive, e occupano 95.930 unità. Le aziende femminili sono più giovani di quelle guidate da uomini: il 12,4% delle titolari ha meno di 35 anni contro l’8,6% dei maschi.

Emilia Esposito, presidente Cna Marche Impresa donna, aggiunge: “Le giovani donne che aprono un’impresa incontrano maggiori difficoltà a stare sul mercato rispetto ai colleghi maschi. In media una impresa femminile resiste 10 anni rispetto ai 12,3 anni di un’impresa maschile. I maggiori ostacoli che ne frenano la competitività riguardano la conciliazione del lavoro con gli impegni familiari, l’insufficienza del capitale necessario e la difficoltà di ottenere credito. Ostacoli comuni a tutte le imprese sono quelli legati al fisco e alla burocrazia. In ogni caso il contributo delle imprese femminili all’economia marchigiana è fondamentale in tutti i settori, specialmente nel terziario, e meriterebbero interventi mirati di sostegno da parte delle istituzioni”.

Alessandro Pignatelli

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