Sergio Mattarella ha ricevuto la Lampada della Pace di Assisi

Il presidente della Repubblica: "Il dialogo, l'incontrarsi, il conoscersi e parlare è la strada per la pace"

Sergio Mattarella, presidente della Repubblica italiana, ha ricevuto la Lampada della Pace di Assisi dai frati del Sacro Convento. La consegna è avvenuta questa mattina. “Il dialogo, l’incontrarsi, il conoscersi e parlare è la strada per la pace”.

Il capo dello Stato ha sottolineato: “Costruire insieme il futuro è il vero tessuto della pace”. La cerimonia si è svolta nella Basilica superiore di San Francesco. La Lampada è stata consegnata materialmente dal custode del Sacro Convento, padre Mauro Gambetti. Che ha detto: “Noi cerchiamo uomini umili e saggi per governare, che non amino il protagonismo dei narcisisti, non facciano continuamente propaganda”.

Nel suo intervento, padre Mauro ha citato Liliana Segre. Mattarella ha aggiunto “Interpreto la consegna della Lampada come un riconoscimento all’Italia”. Era presente in Basilica anche il ministro dell’Interno Luciana Lamorgese. Il riconoscimento in passato è stato consegnato anche alla cancelliera tedesca Angela Merkel e al re di Giordania Abdullah II.

Ancora il capo dello Stato, nel suo intervento, ha precisato: “L’Italia collabora attivamente per promuovere la pace dove non c’è in ogni parte del mondo, anche nei Paesi più lontani. Con la sua azione politica, con la sua azione diplomatica, con le missioni dei suoi militari in luoghi molto lontani, come Timor Est, o meno lontani, come il Libano. L’integrazione europea è stata ed è una grande costruzione di pace e c’è bisogno di grande impegno per la pace e di educazione alla pace”. E poi: “Ve ne é grande bisogno, di pace, in un periodo in cui si assiste a numerosi e gravi conflitti regionali, a contrasti crudeli e scontri a carattere etnico o per motivi pseudo religiosi, in un periodo in cui rischiano di venire meno i limiti agli armamenti nucleari”. “La pace – ha concluso il presidente della Repubblica – non è un’utopia ma un approdo da costruire, e l’unica via è il dialogo”.

Mauro Gambetti ha lanciato l’allarme: “Siamo un popolo in crisi. La barbarie culturale sta debordando. Il recente rapporto annuale sulla situazione sociale dell’Italia ha evidenziato la crescente insicurezza, l’ansia e la sfiducia dilaganti in larghi strati della popolazione, insieme a quello che appare ormai un lento e inesorabile declino demografico, del welfare e delle opportunità di lavoro, congiunto alla grave difficoltà del sistema educativo. Tra le righe del rapporto appare anche qualche barlume di speranza, ma soprattutto emerge chiaramente che siamo un popolo in crisi, disaffezionato alla politica e alla ricerca di quello che, di volta in volta, può sembrare l’uomo forte del momento cui affidarsi”.

Alessandro Pignatelli

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