Brexit: scenari, impatto, problemi e prospettive per le aziende

La Camera di Commercio di Perugia e l'Ufficio delle Dogane di Perugia hanno tenuto un seminario

In vista dell’uscita del Regno Unito dall’Unione Europea, l’Ufficio delle Dogane di Perugia e la Camera di Commercio, attraverso il suo Sportello per l’Internazionalizzazione, hanno tenuto un seminario sul tema Brexit: scenari, impatto, problemi e prospettive per le aziende. Le imprese umbre con business oltre la Manica devono prepararsi al problematico impatto con Brexit, comunque essa sarà, No Deal o Concordata.

In provincia di Perugia sono circa 200 le imprese che fanno export e import con il Regno Unito. La bilancia commerciale Umbria – Regno Unito è favorevole alla nostra regione: 205 milioni di Export contro 146 milioni di Import. Ogni anno le imprese umbre concludono 14.436 operazioni di Cessioni Beni verso UK, mentre sono 5.469 le operazioni di Acquisto Beni dalla UK.

Superano le 3.400 unità le imprese e gli operatori del raggruppamento Toscana, Sardegna e Umbria che non hanno dimestichezza e familiarità con le operazioni doganali di import/export e che si troveranno in gravi difficoltà in caso di Brexit.

Mario Pera, Segretario Generale della Camera di Commercio di Perugia ha aperto i lavori del seminario ricordando l’attività svolta dall’ente attraverso il suo Sportello per l’Internazionalizzazione, per supportare le imprese che fanno export o che progettano di affacciarsi sui mercati internazionali. Benedetto Tavoni, responsabile Sezione Tributi, controlli e antifrode dell’Ufficio delle Dogane di Perugia, ha composto un quadro generale del volume e della platea dei traffici merci e passeggeri tra Italia e Regno Unito.

“Ogni anno – ha evidenziato Benedetto Tavoni – l’Italia effettua cessioni intracomunitarie verso il Regno Unito per oltre un milione e seicento mila (1.66.000) transazioni. Per acquisti intracomunitari da UK le transazioni sono settecento mila. L’export italiano verso il Regno Unito vale 25,7 miliardi, l’Import 14,5 miliardi. UK è il quinto paese destinatario delle nostre esportazioni e il decimo per quanto riguarda l’Import”.

Angela Bruno, responsabile Servizio Autorizzazioni dell’Ufficio delle Dogane di Perugia ha centrato il suo intervento sul tema “Semplificazioni doganali all’Export e InfoBrexit”. “L’Agenzia Dogane e Monopoli si è proposta di delineare il contesto degli scambi commerciali con UK all’interno del quale si inserisce la Brexit, con particolare riferimento all’Umbria e fornire degli aggiornamenti sulle ultime tappe del processo in corso. È interesse dell’Amministrazione Doganale raggiungere in particolare le oltre 3400 imprese di Toscana, Sardegna e Umbria che finora hanno effettuato scambi intra-unionali con UK, senza avere però esperienza di scambi con
Paesi terzi. Queste imprese si potrebbero trovare nel giro di poco tempo a dover familiarizzare con concetti, procedure e adempimenti sconosciuti”.

L’impatto Brexit sulle nostre imprese sarà evidentemente molto problematico. Ancora Angela Bruno: “Nella nostra attività informativa ci concentreremo soprattutto sull’esportazione, anche tenuto conto della bilancia degli scambi attuali che vede un volume di cessioni VERSO UK una volta e mezzo superiore agli acquisti DA UK: compriamo 2 vendiamo3. Inoltre cerchiamo di fornire chiarimenti anche alle aziende che già operano con paesi terzi (sia import che export) sulle responsabilità degli operatori economici nei confronti delle autorità doganali, sia sotto i profili tributari che extra-tributari, anche qualora intervengano terzi soggetti nell’espletamento delle formalità doganali”.

Attenzione particolare è stata riservata ai cambiamenti che riguarderanno le certificazioni per l’estero e il deposito di marchi e brevetti, con gli interventi di Maria Elena Milletti, Responsabile Ufficio Certificazioni per l’estero della Camera di Commercio di Perugia e di Gabriele De Cosmo, Responsabile Ufficio Marchi e Brevetti della stessa Camera. “Il tema della Brexit, sul piano tecnico – ha detto Gabriele De Cosmo – riguarda principalmente il marchio comunitario che ha valore, con un’unica domanda inoltrata all’ufficio Euipo, nel territorio dei paesi membri. Gli effetti dell’uscita del Regno Unito dall’Unione Europea non potranno non ricadere sul marchio comunitario nel senso che quest’ultimo non sarà più valido sul territorio britannico, dal momento che la registrazione unitaria presuppone la qualifica di Stato membro. Il brevetto europeo invece risulta non colpito dall’uscita del Regno Unito poiché, pur muovendo da un’unica domanda, comporta poi singole procedure di convalida negli stati designati”.

Alessandro Pignatelli

Giornalista professionista e scrittore, amante della carta stampata come del mondo digitale. Ho lavorato per agenzie stampa e siti internet, imparando nel mio percorso professionale a essere tempestivo, preciso, ma anche ad approfondire con vere e proprie inchieste. Con i new media e i social, ho inserito nel mio curriculum anche concetti come SEO, keyword, motori di ricerca, posizionamento.