Udine fa scuola: come valutare gli interventi su un’area urbana dal punto di vista sostenibile

Lo scorso giovedì il Comune di Udine ha presentato il protocollo di valutazione che misura la sostenibilità dei quartieri, studiato e sperimentato in città negli ultimi tre anni

Udine

E’ possibile verificare e migliorare la vivibilità e la sostenibilità di un’area urbana? E’ questa la sfida che nel 2016 il Comune di Udine ha raccolto accettando di partecipare al progetto europeo sperimentale ‘CESBA MED’ (Metodo Condiviso Europeo per la Valutazione dell’Ambiente Urbano); una domanda alla quale è stata data una risposta concreta grazie ad un nuovo strumento di analisi che fotografa un’area cittadina attraverso un gruppo di indicatori scelti tra un totale di 178 disponibili per misurare non solo gli aspetti ambientali tipici di un area, emissioni atmosferiche, qualità dei suoli, grado di cementificazione ma anche presenza di servizi economico-sociali e grado di percezione/soddisfazione di chi nel quartiere ci vive e ci lavora.

Il risultato della valutazione può essere letto dall’Amministratore pubblico come una vera e propria “pagella” urbana dell’area in esame, una cartina tornasole di alto contenuto tecnico, ma di semplice uso per programmare al meglio i nuovi interventi e verificare i loro successivi impatti.

Oggi, dopo tre anni di attività condivisa a livello europeo, l’indagine avviata nel capoluogo friulano è giunta alla sua fase conclusiva. Giovedì 19 settembre, dalle 9 alle 12.30, nella sala R3 della sede di Friuli Innovazione, si è proposto al pubblico un Infoday dedicato ai risultati della sperimentazione curata nelle sue varie fasi dall’Agenzia Politiche Ambientali a nome dell’Amministrazione di Palazzo D’Aronco.

L’agenda dell’incontro ha previsto in apertura l’introduzione al protocollo sviluppato dai partner di progetto e testato in diversi contesti urbani di 31 città europee. Per l’Italia oltre a Udine anche Torino, Villesse, Prato e Acquappesa (CS). Successivamente, sono stati illustrati i risultati dell’applicazione al caso studio udinese individuato nel quartiere Aurora, un’area di un chilometro quadrato nella zona nord est del capoluogo che ospita più di 4.400 residenti.

L’analisi socio-ambientale del quartiere ha messo in luce buoni standard di sostenibilità in particolar modo per la presenza di servizi chiave come scuole, infrastrutture sportive e ricreative oltre alla vasta estensione di corridoi verdi e di piste ciclopedonali che fanno del quartiere una delle aree più ecologiche del territorio cittadino. I valori dei parametri scelti sono stati poi ricalcolati alla luce degli interventi in corso di attuazione nell’ambito del piano “Experimental City” col quale il Comune ha aderito al bando nazionale di riqualificazione delle periferie urbane. Un’occasione per testare l’incidenza del programma dei lavori sui livelli di vivibilità e sostenibilità del quartiere Aurora.

Nell’ottica dell’approccio partecipativo le attività di progetto non si sono limitate alla pura quantificazione numerica ma hanno anche puntato ad armonizzare, spiegare e comporre le eventuali incongruenze tra sostenibilità calcolata e quella percepita. Scuole, associazionismo e rappresentanze sindacali sono stati coinvolti nell’iniziativa Udine sta bene in strada per affiancare all’azione tecnico-scientifica una forte interazione con la comunità del quartiere.

L’Infoday, organizzato dal Comune con la partecipazione dell’Istituto Nazionale di Urbanistica e degli Ordini Professionali, è stato aperto al pubblico ed è stato anche un momento di confronto per le parti interessate, amministratori tecnico-politici, pianificatori e professionisti, per fare il punto sugli obiettivi di sostenibilità ed i parametri di riferimento a cui il territorio udinese può realisticamente puntare.

Giulia Spalletta