Mestre (Ve): “Lotta all’abusivismo e necessità di supporto istituzionale” per Barbierato (Nicolè Traslochi)

L’imprenditore veneto sottolinea l’importanza di una maggior regolamentazione in termini normativi e contrattuali, anche per garantire maggior sicurezza nella scelta ai clienti finali

Nicolè Traslochi-Claudio Barbierato

Un settore specializzato, ricco di specificità tecniche ed operative, ma che ancora oggi subisce lo scarso riconoscimento da parte delle istituzioni. Così riassume Claudio Barbierato, CEO di Nicolè Traslochi, azienda con sede a Mestre (Venezia), riflettendo sul settore di traslochi e della logistica ad esso abbinata.

Per il titolare dell’azienda, tra le più importanti del settore e specializzata sul territorio italiano ed internazionale in traslochi civili ed industriali, a livello istituzionale e normativo questo settore è ancora indietro rispetto ad altri, “sebbene l’Associazione Imprese Traslocatori Italiani – AITI – abbia recentemente censito ben 3.500 operatori che valgono un volume di affari di oltre 4 miliardi di euro”.

Un contesto lavorativo che comprende tante figure specializzate che devono essere costantemente aggiornate in termini normativi, ma la cui “mancata regolamentazione porta inevitabilmente ad importanti conseguenze sugli stessi professionisti che vi operano”.

Come? “Si sta da tempo verificando una netta disparità dei costi ora del personale, soprattutto nel contesto delle gare pubbliche nelle quali ci ritroviamo a giocarci una commessa con cooperative multiservizi che sono avvantaggiate rispetto a noi perché possono applicare contratti ad hoc, favorendo da una parte il cliente finale, ma al contempo creando un danno ingente alle imprese specializzate”.

Barbierato sottolinea come sia spesso difficile applicare i generici contratti di lavoro ai dipendenti delle ditte di traslochi: “È necessario che vengano stipulati dei contratti minimi sui quali basarsi per la più congrua retribuzione di chi vi opera”. Una tutela necessaria dal punto di vista economico ma anche della sicurezza, sia per i clienti che per i professionisti del settore.

Infine, il problema dell’abusivismo: “La sicurezza di beni e persone è prioritaria per ogni tipologia di lavoro che si va a realizzare, e il consumatore deve poter distinguere con chiarezza chi può supportarlo nel trasloco con affidabilità e serietà e chi, invece, gioca al ribasso con i costi stuzzicando l’interesse ma senza poter garantire sicurezze. Basti pensare che anche il committente, ad esempio nel caso di infortunio, ne è responsabile, e perciò è sempre bene affidarsi ad aziende strutturate, che operano nel rispetto delle normative e con personale qualificato e di esperienza”.
Una giungla nella quale risulta complicato muoversi, sia per le aziende che per i consumatori: “Una regolamentazione più chiara, trasparente e onesta non può che mettere tutti sullo stesso piano, permettendo di lavorare meglio e con importanti garanzie”.

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Redazione

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