Barbierato (Nicolè Traslochi): “Troppa disparità tra imprese e cooperative nelle gare pubbliche”

L’imprenditore titolare dell’azienda veneziana sottolinea l’importanza di una regolamentazione di settore e di contratti di lavoro specifici

“La mancata regolamentazione di cui soffre il settore dei traslochi porta inevitabilmente ad importanti conseguenze sugli stessi professionisti che vi operano”. Così afferma Claudio Barbierato, titolare di Nicolè Traslochi, realtà di spicco di questo ambito con sede a Mestre (Venezia) e specializzata a livello internazionale in traslochi civili ed industriali.
Barbierato sottolinea l’importanza di un vero e proprio riconoscimento a livello istituzionale e normativo, sempre più richiesto dalla categoria e dalla sua realtà associativa di rappresentanza – AITI, Ass. Imprese Traslocatori italiani: “Senza un concreto riconoscimento e una precisa regolamentazione, diventa più che ma difficile persino l’interpretazione del contratto nazionale del lavoro per questo settore”. Questo per via del fatto che, quello dei traslochi è un ambito che non coincide con quello più generico dei trasporti e che comprende solo parzialmente il mondo della logistica, seppur differenziandosi da esso: “Non esiste un mercato fisso, se così si può dire. I nostri clienti non richiedono un trasloco ogni giorno, ma ogni commessa è da intendersi ed interpretarsi particolare e diversa a seconda delle necessità e specificità del singolo evento-trasloco”.

Senza un regolamento, in particolare, sono gli stessi lavoratori ed imprenditori a pagarne le conseguenze: “Si fa fatica ad applicare i più generici contratti di lavoro ai nostri dipendenti e collaboratori. È necessario quindi che vengano stipulati dei contratti minimi sui quali basarsi per la più congrua retribuzione di chi vi opera”.
E se già esiste un’importante difficoltà a trovare manodopera specializzata, in particolare nei periodi di picchi di lavoro, Barbierato sottolinea come sia complesso riuscire ad inquadrare questi professionisti in specifiche forme contrattuali che “non solo tutelano dal punto di vista economico, ma anche della sicurezza”.
Ma non solo: un’altra conseguenza importante di questa carenza di riconoscimento ufficiale del settore del trasloco è anche il netto sbilanciamento nell’offerta rispetto ad altri competitor. Come conclude l’imprenditore: “Si viene a creare una grande disparità di costi ora del personale, in particolare nelle gare pubbliche, dove i competitor spesso sono cooperative multiservizi che possono applicare contratti ad hoc, oppure cooperative sociali e onlus. Questa concorrenza favorisce, in un certo senso, il cliente finale, ma crea danno alle piccole-medie imprese specializzate, che si trovano sicuramente svantaggiate”.

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