Edilizia Marche: in calo gli appalti pubblici

Presentato il 5° Rapporto Cedam, ricostruzione post terremoto e compravendita di immobili spingono il settore

Calano gli appalti pubblici nelle Marche. Nel 2018 quelli di importo superiore ai 40 mila euro sono stati 588 contro i 650 dell’anno precedente. Per oltre la metà sono stati appalti per piccoli importi: quelli tra i 40 mila e i 150 mila sono stati 331, da 150 a 500 mila 173. Appena 51 le gare con importo tra 500 mila e un milione di euro, 33 oltre il milione di euro. Contrazione anche per l’importo medio degli appalti, da 529 a 354 mila euro.

Questi sono i numeri principali del 5° Rapporto Cedam, presentato ad Ancona nella sala del Consiglio comunale della Marche, alla presenza del presidente del Consiglio regionale Antonio Mastrovincenzo. Il resoconto del rapporto della Cassa edile dell’artigianato marchigiano è stato illustrato nei dettaglio da Giovanni Dini, Centro studi Cna Marche, e Fabiana Screpante, Ufficio Studi Confartigianato. Per iniziare ci sono stati i saluti del presidente Cedam Aramis Garbatini e del vicepresidente Massimo De Luca. Poi, ecco i numeri.

Sono stati 205 gli appalti finiti fuori regione, in particolare al Sud. Campania, Basilicata e Calabria le principali beneficiarie. Alle imprese regionali 383 gare d’appalto, spesso con importi più bassi. Ancora di salvezza del comparto marchigiano delle costruzioni le ristrutturazioni edilizie grazie e incentivi fiscali. Il loro valore annuo nelle Marche incide per il 14,3 per cento sul valore aggiunto complessivo del settore delle costruzioni. A livello nazionale siamo sotto di 3,4 punti percentuali. Le Marche si ritrovano al quinto posto dietro alla provincia autonoma di Trento (17,1), il Friuli (16,2), la Liguria (15,6) e l’Emilia Romagna (14.6).

Una spinta è arrivata dalla ricostruzione nelle zone terremotate. Secondo l’Ufficio Speciale Ricostruzione, Usr, al 30 maggio del 2019 erano 7.307 le pratiche presentate dai proprietari di immobili danneggiati. Al momento, ne sono state prese in carico 2.383 per oltre un miliardo di euro di contributi e un ammontare medio di 142.157 euro per pratica. Segnali positivi arrivano poi dalla compravendita di immobili residenziali: nel 2018 sono state 12.311, con un aumento del 10,2%, più forte che nel resto d’Italia (+6,5%). Per le compravendite non residenziali del settore produttivo, ossia unità destinate a capannoni e industrie, nel 2018 nelle Marche sono state 470, +10,8% contro il +0,6% nazionale.

Grazie a tassi favorevoli, sono aumentati i prestiti alle famiglie per l’acquisto di case. A fine 2018 erano pari a 6,5 miliardi di euro, +1,5% rispetto a dicembre 2017. L’edilizia marchigiana ha migliorato le ore lavorate (+9,1%) e il numero di addetti (+11,1%). Dal 2010, le imprese nelle Marche sono però diminuite nel 10,7%, passando da 25.531 a 22.531. Gli addetti del settore delle costruzioni sono 33.295, -29,5% negli ultimi nove anni, vale a dire 12.500 occupati in meno. Brutte notizie arrivano dalle banche, che hanno concesso meno finanziamenti al settore edile marchigiano. Al 28 febbraio 2019 il totale era di 1,5 miliardi di euro, -16,7% rispetto allo stesso periodo del mese precedente.

Alessandro Pignatelli

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