Avv. Scarpulla, Studio legale Spagnolo e Associati: “La separazione coniugale e le conseguenze sul diritto dei minori ad essere educati da entrambi i genitori”

L’avv. Angela Scarpulla dello Studio legale Spagnolo e Associati (Catania - Palermo) evidenzia come la separazione coniugale, a causa della prassi di affido e collocamento invalsa presso la maggioranza dei Tribunali, incida fortemente nella formazione del minore, che, spesso, perde il riferimento educativo di uno dei genitori

Spagnolo

La separazione coniugale, che di per sé, influisce, e di molto, sui figli, comporta, per effetto della prassi di affido e collocamento frequentemente utilizzata ancora oggi dai Tribunali, che il minore finisca per perdere uno dei suoi punti di riferimento. Ma quella che forse non è sempre ben evidenziata è la “perdita” che i figli subiscono dal punto di vista della formazione, in quanto si trovano a non poter godere più del contributo dell’esperienza e degli insegnamenti di uno dei due genitori, spesso il padre, finendo per assimilare, acriticamente e senza filtri, quello che sentono dire o fare dall’altro.

“Nonostante la riforma legislativa del 2006 abbia previsto la modalità dell’affidamento condiviso, – spiega l’avv. Angela Scarpulla – ancora oggi i figli dei genitori separati rimangono, nella quasi totalità dei casi, e senza alcuna giustificazione, con la madre, costretti a vedere il padre in un luogo a loro del tutto estraneo perché diverso dalla casa nella quale abitualmente vivono – la casa coniugale, indipendentemente dalla proprietà, viene assegnata al genitore ‘collocatario’ dei figli – a fine settimana alterni, spesso con un solo pernottamento e, poi, per uno o due pomeriggi a settimana, solo per qualche ora, giusto il tempo di un gelato o di condurre a termine un gioco”.

Continua l’avv. Angela Scarpulla: “la quotidianità dei rapporti, il legame e la confidenza tra genitore e figlio che origina anche dal dormire nella stessa casa, dallo svegliarsi nello stesso posto ascoltando gli stessi suoni e respirando gli stessi odori, dal fare colazione insieme, dall’uscire insieme precipitosamente da casa la mattina, tra rimproveri e resistenze, per recarsi a scuola ed al lavoro, è negata del tutto a uno dei genitori ed è dimezzata per i figli, costretti a vivere tutto ciò solo con uno dei due genitori”.

“Questo fa sì – prosegue l’avv. Scarpulla – che l’esiguo tempo concesso al genitore non ‘collocatario’ incida anche sulla funzione educativa dello stesso, indotto ad essere più indulgente e meno efficace nel suo ruolo di guida e di indirizzo e preclude ai figli di arricchirsi degli insegnamenti e dell’esempio provenienti da entrambi i genitori”.

Eppure le norme sovranazionali richiamano alla concreta applicazione della bigenitorialità, scarsamente applicata nel nostro Paese: “la risoluzione n. 2079/2015 del Consiglio d’Europa – conclude l’avv. Angela Scarpulla – invita gli Stati membri, tra cui l’Italia, ad assicurare l’effettiva uguaglianza tra i genitori, eliminando qualsiasi differenza tra essi riguardo ai loro figli ed a promuovere quella forma di affidamento per cui i figli, dopo la separazione, trascorrono tempi più o meno uguali presso il padre e la madre”.

Redazione

Corriere dell’Economia è il portale informativo che ospita articoli di interesse settoriale e territoriale per operatori economici, enti e istituzioni che desiderano comunicare ai loro pubblici i contenuti inerenti la propria attività e organizzazione.