Il Greenlight per superare la chirurgia tradizionale: la iperplasia prostatica non fa più paura

Buone notizie per i 7 milioni di uomini italiani cui, nel 2017; è stata diagnosticata una ipertrofia prostatica benigna (o adenoma della prostata), una patologia non tumorale che comporta l’ingrossamento anomalo della prostata, connotandolo come il disturbo urologico maschile più diffuso.

Dr Cindolo

Nel corso di un recente simposio medico, che ha riunito a Roma un centinaio fra i maggiori urologi italiani, è stata “confermata” l’efficacia terapeutica degli interventi con il Laser Verde Greenlight, innovativa tecnologia che consente di asportare il tessuto prostatico in eccesso senza ricorrere alla chirurgia tradizionale. Dal simposio è emerso che molti pazienti sono stati sottoposti a interventi di disostruzione urinaria mediante chirurgia tradizionale, una soluzione drastica che in molti casi si sarebbe probabilmente potuta evitare ricorrendo alle nuove tecnologie che impiegano i raggi laser per incidere, vaporizzare  e coagulare i tessuti.

Lo conferma il coordinatore del Simposio medico, dottor Luca Cindolo, Referente Urologia – Casa di Cura “Villa Stuart” di Roma ricordando che: “questa patologia è progressiva, coinvolge un numero di pazienti destinato ad aumentare con l’invecchiamento della popolazione e, se non adeguatamente trattata, può provocare danni permanenti alla vescica, con conseguenze gravi e   impatti pesanti nella vita quotidiana. Per questo, non va sottovalutata la dimensione sociale ed economica della malattia anche in termini di ricoveri ospedalieri, degenze, costi per i trattamenti, e vanno accolte con favore le innovazioni che consentono a un numero sempre più ampio di pazienti di accedere alle cure migliori”.

Le prime terapie adottate per l’ ipertrofia prostatica sono, in genere, farmacologiche e prevedono farmaci alfa-bloccanti, oppure inibitori della 5-reduttasi o, in alcuni casi, trattamenti fitoterapici. Quando però i trattamenti farmacologici non sono efficaci, l’opzione è quasi sempre il ricorso all’intervento chirurgico tradizionale (TURP) oppure, in misura crescente, alle nuove soluzioni “gentili” come il Laser Verde (www.greenlaser.it), di cui si è parlato nel simposio di Roma.

I raggi di luce sono impiegati con favore in diversi settori della medicina e della chirurgia per le intrinseche caratteristiche di sicurezza, efficacia, minima invasività. Il raggio di luce sprigiona, infatti, energia e calore secondo una specifica lunghezza d’onda ed è proprio in virtù della lunghezza d’onda che è possibile agire sui tessuti con delicatezza, trattando anche aree di piccola dimensione con precisione e notevole potere coagulante, ma senza coinvolgere i tessuti circostanti. In chirurgia,  i Laser possono essere definiti veri e propri “bisturi immateriali”, in grado di recidere, vaporizzare e coagulare i tessuti in modo accurato.

Le testimonianze cliniche portate al Simposio al quale hanno partecipato, fra gli altri, urologi della sanità pubblica (Ospedali Sant’Andrea di Roma; Galliera di Genova; Careggi di Firenze; Azienda Ospedaliera Università di Padova; Fondazione Policlinico Tor Vergata di Roma; Città della Salute e della Scienza Molinette di Torino) e privata (Hesperia Hospital, Villa Stuart, Casa di Cura Nuova Villa Claudia, Ospedale San Pietro Fatebenefratelli di Roma) e molti altri da tutte le Regioni italiane hanno fatto emergere con particolare evidenza il Laser Verde Greenlight, riconosciuto dalla maggior parte dei clinici presenti come una delle terapie più innovative ed efficaci.  Del raggio laser verde è stato rilevato il notevole potere emostatico che consente di non sospendere la somministrazione di farmaci anticoagulanti e di trattare, quindi, anche pazienti con problematiche particolari (es. portatori di dispositivi medici). Con Greenlight  si possono eseguire interventi di vaporizzazione, nei quali il tessuto prostatico in eccesso viene trasformato in vapore, oppure di enucleazione dell’adenoma prostatico, cioè della porzione centrale, ipertrofica e ostruente della prostata.

Attualmente, in Italia la tecnologia del Laser Verde viene impiegata da una cinquantina di Centri ad alta specializzazione sia nella urologia pubblica che in quella Privata (UrOP), e la sua adozione nella pratica clinica quotidiana è in costante evoluzione. Come ribadito dal dott Luca Cindolo, “non è un caso che questa soluzione terapeutica sia stata inserita nelle linee-guida dell’Associazione Europea di Urologia e che prestigiose organizzazioni europee come l’inglese NICE (National Institute for Clinical Excellence, che valuta l’efficacia degli interventi medici) e la tedesca G-BA (Gemeinsame Bundesausschuss, che determina i livelli dei rimborsi in ambito sanitario) abbiano certificato l’efficacia degli interventi con il laser verde GreenLight rispetto alla chirurgia tradizionale”.

Numerose relazioni presentate al Simposio hanno indicato il “valore” delle nuove tecnologie mediche anche in termini di contenimento dei costi. Ritenuta di norma più onerosa se valutata nel breve termine in termini di “costo dell’intervento”, la chirurgia gentile del laser Verde Greenlight risulta in realtà più contenuta se si considerano il minor numero di giorni di degenza ospedaliera rispetto agli interventi di chirurgia tradizionale, i costi ridotti per sale operatorie, la minore somministrazione di farmaci post-operatori. A questi minori costi, oggettivi e dimostrati, si aggiungono quelli derivanti dal rapido ripristino delle funzioni vitali e – quindi – dal veloce recupero di una buona qualità di vita, ripresa delle attività lavorative, minore ricorso a visite e controlli medici.

Una soluzione delicata e di impatto “gentile” per un grande problema che affligge molti maschi adulti.

Redazione

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