Riccardo Canero, Per curare il dolore devi saper ascoltare chi lo prova.

Nato con il camice. La storia professionale di Riccardo Canero, che a Napoli esercita la professione di fisiatra interventista, nasce in una famiglia di medici. Dopo anni di esperienza promuove il suo nuovo approccio terapeutico.

Riccardo Canero, nel capoluogo campano, svolge la propria attività di fisiatra interventista in uno studio ricco di attrezzature terapeutiche ad alta tecnologia. La sua storia di medico fisiatra nasce in famiglia, con il papà e i suoi fratelli, anche loro medici. In casa si parla spesso e con piacere, dei vari casi trattati. La scelta dell’Università, per una passione tramandatagli, si combina con l’indole del dott. Riccardo Canero, curioso di andare oltre la conoscenza comune. Si laurea brillantemente in medicina e si specializza in fisiatria presso l’Università Federico II di Napoli. Il suo orientamento personale lo spinge, quando è ancora specializzando, ad intraprendere studi sperimentali. “La mia prima fortuna – racconta Canero – è stata poter lavorare da subito in un gruppo di ricerca di livello internazionale che svolgeva studi sulle onde d’urto focalizzate applicate alle patologie muscolo-scheletriche (le ode d’urto fino a quel momento erano state utilizzate solo per il trattamento dei calcoli renali).

I risultati ottenuti hanno avuto una grande risonanza internazionale e le onde d’urto vengono utilizzate con successo nella patologia artomiotendinea e non solo. Questo è stato il momento in cui ho capito, dichiara il dott. Canero, che allargando il campo delle mie conoscenze e approfondendo alcune mie teorie, avrei potuto generare metodi di cura diversi e soprattutto più efficaci, in termini di risultato e tempi di guarigione.

Un altro tassello importante della mia carriera – aggiunge il medico napoletano – è rappresentato dall’aver potuto lavorare in tanti ambienti diversi: università, cliniche, ospedali e centri di riabilitazione. Dopo un lungo periodo di lavoro e formazione costante, ho così deciso di intraprendere la libera professione.

Un aspetto sul quale ho lungamente lavorato, è stato quello di trovare metodi efficaci per comprendere l’origine del dolore del paziente. Mi capita tutt’oggi che la persona da curare, non riesca bene a spiegare la natura del dolore o fastidio che lo tormenta. Col tempo ho maturato un’esperienza che mi ha permesso di generare un nuovo approccio terapeutico, che in numerosi casi mi offre la possibilità, già durante la prima visita, di praticare tecniche specifiche per ridurre da subito, lo stato di disagio fisico del paziente. Essere fisiatra interventista significa che “durante la visita si pratica già la terapia”. Alcuni esempi di patologia dove il fisiatra interventista può agire con immediatezza sono i dolori articolari, tendinei, muscolari, limitazioni nei movimenti e nell’autonomia, difficoltà a mantenere la postura corretta.

“Per anni siamo stati considerati figli di una medicina minore – sottolinea Canero – tendenza che da qualche anno si è invertita, grazie ai numerosi studi scientifici e all’evoluzione tecnologia di cui ci avvaliamo.”

Tutto ciò ha portato la Fisiatria italiana ad essere considerata tra le migliori del mondo. Personalmente ho approfondito molto, il mio bagaglio di formazione medica, studiando diverse scuole di pensiero sull’analisi e trattamento del paziente. Questo mi consente di osservare una patologia, da numerosi punti di vista e mi offre l’opportunità di fondere più metodi terapeutici nello stesso trattamento. Grazie a tutto questo riesco a personalizzare la terapia più idonea per il singolo paziente, eseguendola in prima persona e monitorando i risultati ottenuti ad ogni seduta.

 

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Redazione

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