Tecnologie avanzate e segreti dell’udito e del suono secondo Audiomedical

Grazie alle nuove tecnologie, è possibile scoprire di più dei meccanismi dell’udito e aiutare chi ne ha bisogno (dott. Ballerini). Ecco quali sono i segreti e le novità nell’ambito degli apparecchi acustici

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Si parla spesso degli apparecchi acustici, strumenti fondamentali per migliorare la qualità della vita delle persone con problemi uditivi di varia natura. Lo sanno bene in Audiomedical, centro rinomato con sede a Pistoia e specializzato nell’applicazione di questo genere di apparecchi.
Come racconta il titolare del Centro, il dott. Gilberto Ballerini: “Quello degli apparecchi acustici è un mondo da scoprire, caratterizzato da una parte dalla continua evoluzione e innovazione tecnologica, e dall’altra dal sincero e trasparente rapporto che si deve instaurare tra la persona che ne necessita e chi andrà a supportarla nella scelta di questi strumenti, nell’applicazione e nel loro utilizzo quotidiano”.

Ma che cos’è un apparecchio acustico? “Si tratta in sostanza di un dispositivo elettronico costituito da quattro parti essenziali a cui fanno riferimento diversi componenti che interagiscono tra loro”
A partire dall’ingresso con un microfono che capta i suoni, all’amplificatore elettronico che può adattare il segnale ricevuto in funzione delle esigenze specifiche, l’uscita con altoparlante che invia il segnale sonoro al condotto uditivo, e la batteria che alimenta l’apparecchio acustico con l’energia elettrica necessaria al suo funzionamento.
“Quasi tutti i microfoni hanno la stessa sensibilità nei confronti di suoni provenienti da direzioni diverse, mentre quelli direzionali privilegiano la ricezione di alcuni suoni, ad esempio quelli frontali, rispetto a quelli provenienti dalle altre direzioni”.

Nello specifico, un microfono direzionale generalmente consiste in due elementi microfonici: i segnali inviati da questi, alloggiati in posizioni distanti,  possono essere trattati dall’amplificatore in modo da creare automaticamente l’effetto direzionale. “In questo caso l’apparecchio acustico si commuta automaticamente nella modalità direzionale in presenza di una sorgente sonora predominante”.

Questo approccio al segnale di ingresso può determinare il beneficio di poter privilegiare l’ascolto in termini di comprensione delle parole e di percezione della provenienza: “Esistono microfoni magnetici, ceramici, ma i più utilizzati sono quelli elettrici che risultano più affidabili alle sollecitazioni meccaniche, meno sensibili ai fattori climatici e in grado di produrre una risposta in frequenza ampia e facilmente elaborabile”.

Inoltre, nei casi in cui il suono provenga da un sistema magnetico, come per impianti dedicati presso teatri, cinema, auditorium, oppure da dispositivi ausiliari in grado di creare campi magnetici come TV, radio, riproduttori CD, telefoni e via dicendo, è possibile escludere la funzione del microfono ed attivare quella della bobina magnetica che capta il segnale e lo invia all’amplificatore escludendo così ogni tipo di interferenza acustica ambientale.

E l’amplificatore? “I moderni apparecchi acustici amplificano le differenti bande di frequenza singolarmente e regolano i suoni in ingresso di forte e di debole intensità. In questo modo, è possibile compensare alcune perdite uditive per quanto riguarda il problema della risoluzione in frequenza e della risoluzione temporale, come nel caso di difficoltà a percepire due o più suoni diversi simultaneamente o in rapida successione”.

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