Stefano Michelangelo Lucarelli: «Da Bach alle orchestre private, la musica ci salverà»

L'apprezzato Maestro - già fondatore de La Piccola Sinfonica di Milano - ha messo a punto un interessante format in cui l'eccellenza artistica dialoga con le risorse del territorio

«Immagini il connubio tra artisti di talento ed investitori illuminati», esordisce Stefano Michelangelo Lucarelli durante la nostra intervista. «Pensi ai frutti di questo incontro, i reciproci vantaggi». Il Maestro, in giacca e cravatta, sfodera un sorriso poi si fa di nuovo pensieroso. «Come dice, non ci riesce? Già, è perché non esiste più».

Il connubio si è spezzato nel Dopo Guerra, il patrimonio artistico italiano è valorizzato soltanto in minima parte. Inizia da questa semplice e triste constatazione, il progetto che ha messo in piedi Stefano Michelangelo Lucarelli, direttore d’orchestra di fama internazionale: ha diretto filarmoniche e società corali in Europa, America e Giappone; ha tenuto un concerto nel Salone degli Arazzi del Quirinale ed ha fondato anche La Piccola Sinfonica di Milano che ha avuto uno straordinario successo negli anni ’90 e primi del 2000.

Perché, in fondo, gli artisti trovano sempre le energie per indicare agli altri la strada da percorrere. Ed ecco nascere l’idea: un innovativo “format – spettacolo musicale multimediale” con l’ambizioso tentativo di unire l’utile, il bello e il profittevole. «Tre aspetti decisivi per permettere all’arte di vivere liberamente», spiega il Maestro mentre illustra le fasi del format. Prevede la creazione di un’orchestra privata che possa comunicare le specificità del territorio, alimentando le risorse turistiche e viceversa. «Da qui nascerebbero altre iniziative, a cascata, come moltiplicando le energie», spiega.

Anche perché sappiamo quanto la musica con orchestra richiami un pubblico colto, raffinato e sia il modello a cui tendere per sviluppare un turismo d’eccellenza. Inoltre, l’orchestra privata può valorizzare un brand o un marchio che decida di sponsorizzarla. «Sponsorizzare non è la parola giusta – precisa il Maestro – si tratta di creare una squadra unendo tre soggetti: la direzione musicale, i musicisti e il mecenate investitore». Proprio quest’ultimo diviene protagonista a tutti gli effetti del processo creativo e la sua visibilità “viaggia” insieme a quella dell’orchestra. In tour si porterà, inserita nel repertorio, una speciale “Ouverture del Mecenate” introduttiva che comunicherà in modo spettacolare l’immagine del Mecenate Sostenitore, i temi a lui cari. Questo breve momento iniziale di comunicazione dell’azienda/brand o prodotto calato all’interno della performance, ha un’efficacia inedita, una suggestione che rimane nelle menti della platea. In questo tipo di sinergia, l’investimento serve come base per innescare lo sviluppo dell’attività: «non si tratta di pagare degli spettacoli, è un approccio totalmente nuovo».

La formula si apre al contemporaneo, anzi, va addirittura oltre attraverso l’interazione della musica con i contenuti multimediali come elemento costante. Inoltre la multimedialità diventa uno strumento flessibile per amplificare le esigenze dei committenti e permette di intercettare platee eterogenee. E i costi? «Investimenti relativamente contenuti (anche a partire da poche decine di migliaia di euro, ndr) e sempre proporzionati», conclude il Maestro.

 

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www.metaforaorchestra.it

www.stefanolucarelli.com

Redazione

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