Basilicata, coinvolgere imprese ed enti del territorio nella ricerca

La Regione Basilicata ha deciso di investire sulla ricerca applicata, cercando di coinvolgere imprese ed enti

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“È positiva la scelta della Regione di investire sulla ricerca applicata, ma occorre esplicitare meglio le ricadute degli investimenti sul tessuto imprenditoriale e sulle strutture di ricerca del territorio”. Lo sostiene il segretario generale aggiunto della Cisl Basilicata, Gennarino Macchia, nelle osservazioni all’avviso pubblico per il sostegno di progetti complessi di ricerca e sviluppo nelle aree tematiche dell’energia e della bioeconomia. Per il sindacalista “è apprezzabile lo sforzo elaborativo della Regione per la promozione di progetti di ricerca e di trasferimento tecnologico per il rafforzamento della competitività del sistema imprenditoriale locale. È positiva, inoltre, la scelta di concentrare gli investimenti in due specifiche aree geografiche, la Val Basento per la bioeconomia e la Val d’Agri per energia”.

Nelle osservazioni inviate all’autorità di gestione del PO FESR il sindacalista della Cisl evidenzia che “in considerazione delle importanti risorse destinate al progetto, oltre 12 milioni di euro, pari a quanto investito sulla platea A del reddito minimo di inserimento, sarebbe opportuno specificare le ricadute sul sistema delle imprese locali e come potranno essere coinvolti gli enti di ricerca che operano sul territorio regionale. L’obiettivo è evitare fenomeni di accaparramento di risorse da parte di soggetti di ricerca forti e strutturati extra-regionali e incentivare secondo oggettivi criteri di merito e trasparenza quei progetti di ricerca applicata presentati preferibilmente da partenariati imprenditoriali e scientifici a forte presenza lucana, nonché favorire l’assunzione di ricercatori e tecnici residenti in Basilicata da almeno 12 mesi”.

Per il segretario generale aggiunto della Cisl “occorre evitare, in altri termini, che con le risorse della programmazione regionale si finisca per sostenere iniziative, pur autorevoli sul piano scientifico, che avrebbero poca o scarsa ricaduta occupazionale per i tanti giovani laureati della nostra regione”.

Redazione

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