Residenze artistiche: Umbria, presentato il triennio 2018 – 2020

L'assessore regionale Fernanda Cecchini: "Non è solo uno spettacolo dal vivo, ma crescita e confronto con artisti nazionali e internazionali"

Inizia il secondo triennio del progetto ‘Residenze artistiche’, finanziato dalla Regione Umbria e dal ministero dai Beni e alle Attività Culturali. A illustrare le novità l’assessore regionale alla Cultura, Fernanda Cecchini: “Con la programmazione per il triennio 2018-2020 proseguiamo un’esperienza importante per il sistema umbro dello spettacolo dal vivo, che ha il merito di affermare un metodo che va al di là del progetto o della realizzazione di uno spettacolo, dando spazio e opportunità di crescita artistica, di competenze e di professionalità che esprime il territorio, mettendole a confronto con artisti ed esperienze nazionali e internazionali”.

La nascita di C.U.R.A., che sta per Centro umbro di residenze artistiche, si deve a cinque associazioni: Indisciplinarte di Terni, capofila; La Mama Umbria International di Spoleto, Ge.Ci.Te. di Foligno, Centro Teatrale Umbro di Gubbio e Associazione Micro Teatro Terra Marique di Perugia. Associazioni titolari di Residenze Artistiche nel triennio 2015 – 2017, e Home – Centro Creazione Coreografica, prima Residenza per Artisti in Umbria, dedicata totalmente alla danza, progetto dell’associazione culturale Dance Gallery di Perugia.

L’assessore ha aggiunto: “Dopo il primo triennio di programmazione in cui, sulla base di uno specifico bando, sono state sostenute le attività di cinque Residenze artistiche, abbiamo capito che era stato un’esperienza di successo, come dimostra anche il fatto che si è creata una vera sinergia tra queste associazioni. E sono state loro a dare vita adesso a un progetto comune, cosa che non può che darci soddisfazione, anche perché ci arricchiamo pure con la danza. Nel triennio 2018-2020 abbiamo voluto allargare il raggio di azione delle residenze e siamo riusciti ad aumentare le risorse: ci saranno 233 mila euro annui, 99 mila a carico del bilancio regionale e circa 134 mila di cofinanziamento statale tramite il ministero dei Beni e delle Attività culturali”.

Adele Bevilacqua, responsabile del settore Danza del Teatro Stabile dell’Umbria, ha rimarcato: “Con la Residenza dedicata alla danza si copre un vuoto, completando un quadro necessario in cui le Residenze artistiche danno possibilità e strumenti a quelle forme di spettacolo dal vivo che nascono dal basso, con esigenze e modalità espressive e di organizzazione diverse da quelle classiche e che quindi non si collocano nei circuiti internazionali. La Residenza è anche momento formativo, contatti, messa in relazione con il pubblico locale, con la critica nazionale. Fa veicolare idee e proposte al di fuori della propria regione”.

Marco Betti, di Indisciplinarte, ha aggiunto: “Creare qualcosa insieme è stata una volontà maturata tra noi cinque associazioni, anche prima del decreto ministeriale che ha fissato le linee di intervento della nuova programmazione”. Ha spiegato poi: “Nell’acronimo C.U.R.A. sta il cardine del progetto: curare un processo che vada al di là dello spettacolo in sé, creare le condizioni per far emergere esperienze che favoriscano la crescita culturale del territorio, senza distinzione di genere tra teatro e danza. Organizzeremo anche eventi e momenti di formazione. Il nostro compito vuole essere quello di creare nuovi spazi di libertà in cui c’è la possibilità che qualcosa di nuovo nasca”.

La direttrice artistica e ideatrice del progetto, Valentina Romito, dell’associazione ‘Dance Gallery’, ha ribadito: “E’ motivo di grande soddisfazione poter realizzare il progetto ‘Home’, visto che l’Associazione nel 2019 coronerà i 25 anni di attività. Pensiamo a Perugia come un ponte, un nodo di comunicazione nazionale e internazionale. ‘Home’ vuole diventare il centro dove confluiranno partner di altre città italiane, come Torino, Arezzo e Napoli, e di altri Paesi, come Regno Unito, Bulgaria e Repubblica Ceca”.

Alessandro Pignatelli

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