Turismo: il Piemonte punta sul “garden sharing”

A breve verrà realizzato un nuovo progetto che prevede di mettere a disposizione i giardini privati per i campeggi

garden sharing

La Regione renderà possibile una sorta di Airbnb dei campeggi. È quanto contenuto nel disegno di legge “Disciplina dei complessi ricettivi all’aperto e del turismo itinerante” in discussione nella Commissione Attività Produttive (presidente Raffaele Gallo).

Si chiama “garden sharing e ha l’obiettivo di realizzare un nuovo progetto nato da una startup italiana, che si propone come l’Airbnb del Plein Air”, ha spiegato nella seduta di mercoledì 21 novembre l’assessora al Turismo Antonella Parigi, ed è fondamentalmente l’unica alternativa al sistema dei campeggi tradizionali in uno stato, come l’Italia, in cui è vietato il campeggio libero. Quando entrerà in vigore, il sistema funzionerà proprio come AirBnB ma, invece degli alloggi, saranno messi a disposizione i giardini privati.

Il disegno di legge nel suo complesso si propone di rivedere la normativa sulle strutture ricettive all’aperto, che mostra il segno dei tempi perché risalente al 1979. Viene anche inglobato il turismo itinerante, una nuova tendenza che sta prendendo piede tra gli appassionati.

“È l’ultimo tassello che completa la riforma del comparto turismo – ha infine spiegato Parigi – vogliamo fare del Piemonte e della sua vocazione turistica una realtà al passo con i tempi”.

In particolare, per i campeggi itineranti inseriti nel disegno di legge come campeggi scout, per i campeggi mobili e, comunque, per allestimenti all’aria aperta si è definito meglio il concetto di temporaneità, sono stati rivisti i criteri organizzativi e le modalità di avvio e l’attrezzatura minima da mettere a disposizione degli ospiti.

Durante la discussione generale sono intervenuti i consiglieri Celestina Olivetti ed Elvio Rostagno, Luca Bona e Mauro Campo.

E’ stata sottolineata “l’importanza dell’iniziativa perché la normativa aveva bisogno di essere aggiornata. Chiediamo però attenzione a non pretendere che queste strutture diventino troppo simili agli alberghi con richieste di eccessive forniture e servizi, anche perché la norma non stanzia risorse né prevede incentivi per adeguamenti e investimenti. Approfondiremo i temi nella discussione degli articoli, non vogliamo delegare tutto al regolamento attuativo come già fatto per l’extra-alberghiero”.

Redazione

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