Economia Circolare, Brescia: le case history

Confindustria Economia Circolare

E’ stata Brescia lo scorso venerdì 26 ottobre a ospitare una nuova tappa di “Management e Imprese alla sfida dell’Economia Circolare”, il roadshow realizzato da Confindustria con il sostegno dell’Associazione 4.Manager e in collaborazione con Sistemi Formativi Confindustria e LUISS Business School, e che si avvale del contributo di esperti provenienti dal mondo della ricerca (Enea) e delle istituzioni (Ministero dell’Ambiente, Ministero dello Sviluppo Economico).

Al workshop hanno partecipato anche importanti aziende del territorio che sono state invitate a raccontare la propria esperienza con l’Economia Circolare:

 

Riccardo Bellato- Presidente del Gruppo Chimici e del Green Economy Network, Assolombarda

“La nostra azienda si occupa di recupero di solventi dei rifiuti industriali: è un processo che applichiamo a tutte le fasi del nostro ciclo produttivo, partendo appunto da rifiuti industriali, anche contenuti in imballi metallici con dentro materiali a basi solventi, quindi vernici, inchiostri, prodotti farmaceutici, dove attraverso una serie di impianti facciamo una prima estrazione dei solventi che poi vengono reimmessi sul mercato. La cosa particolare dei nostri impianti è che il rifiuto della nostra produzione, a cascata, è un rifiuto che viene poi riprocessato nei nostri impianti (su un altro impianto ovviamente) dai quali generiamo anche i metalli puliti. Quindi, partendo da un rifiuto, lo rigeneriamo in tutte le sue componenti, ovviamente abbiamo poi degli scarti finali che vanno in incenerimento, ma diciamo che l’80% del materiale che viene processato viene poi riportato a nuova vita. Sono a quel punto tutte materie prime che rispondono alle normative tecniche previste dal Reach (che regola le sostanze pericolose) e che trovano un riutilizzo sul 90% della nostra clientela. Sono società, spesso multinazionali, che ci affidano direttamente il loro materiale perché noi lo rigeneriamo e glielo riforniamo in nuova formulazione.”

 

Olivo Foglieni – Vice Presidente con delega per Infrastrutture, Ambiente e Sicurezza, Confindustria Bergamo

“La nostra industria tratta alluminio e diciamo che siamo tra le poche aziende in Europa, forse l’unica in Italia e non penso ne esistano altre in Europa, dove partiamo dal rifiuto di alluminio, lo portiamo a materia prima, lo portiamo a semilavorato a lingotto di alluminio per l’industria automobilistica o per quella del bianco, lo portiamo a commodity perché produciamo tramite pressofusione dei caloriferi del riscaldamento domestico e addirittura andiamo al complemento di arredo di design sempre con lo stesso alluminio. Unico comune denominatore di questa filiera, che è un’economia circolare perfetta, è l’alluminio, pertanto è come se fosse un’araba fenice che muore e vive su se stessa e non ha mai fine, tra l’altro l’alluminio è sempre il metallo per antonomasia che è riciclabile all’infinito, quindi spero che questa economia circolare non abbia mai fine.”

 

Enrico Frigerio – Vice Presidente settore Energia, Ambiente e Sicurezza, Associazione Industriale Bresciana

“La mia azienda è una fonderia di ghisa, fonderia a seconda fusione: come tutto il settore delle fonderie è all’avanguardia nel recupero delle materie prime, quelle secondarie in particolare, e quasi il 95% dei nostri materiali vengono recuperati con solo un 5% di materie che vanno in discarica. L’esempio più importante che facciamo è che non esiste solamente il problema delle materie che vanno in discarica, ma anche il recupero dell’energia. Noi l’energia la recuperiamo dai fumi e, attraverso un sistema innovativo di recupero dell’energia dai fumi del mezzo fusorio, riusciamo a produrre circa 3,5 milioni di kw all’anno.”

 

Silvano MELEGARI – Presidente Arix SpA – Confindustria Mantova

“Siamo stati tra i primi a teorizzare ed applicare la circolarità dei beni di largo consumo, producendo scope, spazzole e tutti gli strumenti che servono per la pulizia della casa. Sono tutti prodotti che vengono dal post consumo oppure da materiale da post industrializzazione in particolare le bottiglie in plastica. È un progetto che portiamo avanti da diversi anni che ha avuto ed ha un successo straordinario perché in Italia siamo i primi”.

 

Piero MANZONI – Chief Executive Officer, Neorurale SpA – Confindustria Pavia

“Non abbiamo fatto altro che prender spunto dal comportamento della natura nella economia circolare, se si pensa che la natura ha 4,5 miliardi di anni di ricerca e sviluppo credo che prendere esempio dalla natura sia stata il primo passo. Infatti abbiamo creato un’area periurbana di 1700 ettari di cui 500 li abbiamo rinaturalizzati secondo i parametri della pianura padana preistorica. In quest’area, in vent’anni, seguendo l’esempio della natura abbiamo capito esattamente cos’è l’economia circolare. Abbiamo poi applicato l’economia circolare in tecnologie particolari per esempio quelle che servono per quel territorio e quel consorzio, per fare sì che si sia risparmio di risorse naturali, come ad esempio i nutrienti. Noi dal ciclo di alimentazione di Milano estraiamo elementi nutritivi che servono per produrre il cibo che viene poi consumato a Milano. Dalle acque dei fontanili per l’irrigazione estraiamo energia e contenuto termico che serve per alimentare le cascine agricole e le zone di incubazione di start up che portiamo nelle zone rurali abbiamo una tecnologia che riprende tutti gli scarti del ciclo dell’alimentazione e produce appunto nutrienti in modo totalmente inodore, senza coli, senza patogeni. Offriamo un grande contributo agronomico ed un contributo fertilizzante ai terreni. L’unico esempio esistente che ci differenzia da tutti gli altri impianti. Altre tecnologie che stiamo sviluppando sono quelle delle serre verticali, sono quelle dell’utilizzo delle immagini satellitari per la produzione agricola, per capire se ci sono dei parassiti, se l’irrigazione deve essere fatta, se bisogna fertilizzare di più senza dovere avere trattori e macchinari che girano per cercare di capire qual è lo stato della cultura. Questo è quello che facciamo, il comprensorio neorurale diventa un’area periurbana che è un bellissimo giardino con un contenuto economico ed un risultato di rendimento sicuramente apprezzabile nel quale studiamo tecnologie perché questo comprensorio sia sostenibile non soltanto dal punto di vista ambientale, ma anche delle risorse naturali ed anche economicamente.”

 

Piero SANDRONI – Presidente Gruppo Merceologico Tessile e Abbigliamento, Unione Industriali della Provincia di Varese

Quali progetti sta portando avanti l’unione industriali di Varese sul tema dell’Economia circolare?

“Abbiamo due progetti che stiamo sviluppando relativamente a questo argomento: un progetto di chiama M3P e mira a realizzare una piattaforma per l’incrocio tra la domanda e l’offerta di materie seconde di prodotti che sono scarto di industrie produttive di qualunque settore, quindi tessile ma anche meccanica, plastica, legno, vetro e quant’altro. La piattaforma mira a realizzare un incrocio tra domanda e offerta, quindi una caratterizzazione dei prodotti, una classificazione e anche una proposta verso tutte le imprese manifatturiere produttive, ma non solo varesine.

Un secondo progetto è specificamente sul tessile, questo mira a ridurre l’impiego di materie prime che nel tessile sono particolarmente costose e anche rare perché fibre tessili in Italia non se ne fanno e quindi sono tutte importate. Mira a realizzare un’economia nell’impiego di materie prime attraverso il recupero di materiali di scarto tessili che devono ovviamente essere classificati, recuperati riutilizzati opportunamente in progetti di cui ci sta occupando in questa ricerca”.

 

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Redazione

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