Confindustria, economia circolare: a Brescia si delineano le tre direttrici del futuro

Mentre le istituzioni promettono la dismissione del Sistri, ecco individuate le tre direttrici fondamentali per un futuro alla portata dell’economia circolare in una provincia ricettiva e sensibile dal tessuto fortemente industrializzato e attento alle regole di un avvenire sostenibile.

Semplificazione della normativa sul riuso per favorire l’utilizzo dei sottoprodotti, importanza della dotazione impiantistica per i processi a livello industriale e un lavoro mirato sul mercato al fine di rendere ciò che è riciclato anche più conveniente.

Sono queste le tre importanti priorità individuate per l’implementazione dell’economia circolare durante l’appuntamento bresciano del roadshow “Management e imprese alla sfida dell’Economia Circolare” promosso da Confindustria, in città lo scorso 26 ottobre.

Economia Circolare: Brescia provincia virtuosa

A fare il punto sulla situazione bresciana relativamente all’economia del riuso è stato Giuseppe Pasini, presidente dell’Associazione Industriale Bresciana che ha ricordato con queste parole che cosa rappresenta per il suo territorio il modello economico circolare:

“Parlare di economia circolare, per noi che siamo imprenditori, è parlare una lingua comune. Economia circolare significa sostenibilità per le nostre imprese: recuperare il massimo non solo dai rifiuti, ma anche dal vapore e dal calore, attraverso i teleriscaldamenti. Abbiamo eccellenze all’interno di questa provincia, come ad esempio la municipalizzata A2A, che sta lavorando molto bene, in vera simbiosi con l’associazione stessa e ripeto abbiamo un tessuto industriale pronto anche per quelle che sono le nuove sfide. È indubbio: oggi industria 4.0 e le nuove tecnologie ci danno la possibilità di essere più efficienti e di migliorare. Il nostro driver è creare all’interno della comunità consapevolezza: l’industria non è di per sé inquinante, ma rappresenta un valore aggiunto. Dall’industria possono nascere nuove start up anche nell’energia e nel recupero. Industria è crescita, lavoro e benessere, sosteniamo fortemente l’economia circolare perché è un fattore di grande opportunità. Oggi essere sostenibili vuol dire anche per noi imprenditori essere percepiti come consapevoli”.

“Brescia – ha continuato Pasini – è una città che, pure con tutte le criticità legate all’industria pesante, applica davvero il concetto di circolo. La sidermetallurgia comporta chiaramente anche dei rifiuti: quello che chiediamo alle istituzioni è di darci la possibilità di riutilizzarli, evitando quindi di doverli smaltire in discarica”.

In pensione il Sistri, il sottosegretario Gava annuncia la semplificazione delle normative

Non sono certo impassibili all’argomento le istituzioni, e lo dimostra l’intervento del sottosegretario all’Ambiente, Vania Gava che ha colto l’occasione dell’incontro targato Confindustria per condividere una significativa novità: “voglio annunciare la chiusura dei battenti del Sistri”. Una promessa dall’enorme valore operativo per gli industriali bresciani.

Il riferimento del sottosegretario Gava è al contestatissimo modello di tracciabilità dei rifiuti speciali: “Un sistema complicato e distorto – ha puntualizzato – che ha fatto solo danni. Nel decreto semplificazioni che stiamo scrivendo nascerà un nuovo percorso di tracciabilità, più efficace, più semplice, meno costoso”.

“Le imprese italiane – ha continuato Gava – dimostrano sensibilità e attenzione nei confronti dei temi della sostenibilità e dell’utilizzo attento delle risorse. Siamo il primo paese in Europa in termini di riutilizzo e recupero dei rifiuti. Per questo motivo è arrivato il momento di semplificare la normativa rimuovendo tutti gli ostacoli che attualmente non permettono una piena attuazione dei principi dell’economia circolare che appartiene per cultura al nostro tessuto produttivo nazionale”.

Cambia il concetto di prodotto, la chiave di volta di Marco Bonometti

“Abbattere le barriere non tecnologiche, favorire lo scambio di beni prodotti in linea con i principi dell’economia circolare e innalzare la capacità impiantistica virtuosa” è questa la ricetta per un futuro davvero sostenibile secondo Marco Bonometti, presidente di Confindustria Lombardia; “è necessaria una vera e propria inversione di rotta sulla prospettiva del prodotto. Il prodotto non è più un mero bene consumabile, ma un bene che può essere monitorizzato e riutilizzato”.

 

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Redazione

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