Microbirrifici in Umbria: movimento in crescita, erano 25 nel 2017

La regione rispecchia il trend nazionale: la birra artigianale piace a sempre più persone nel nostro Paese

Il fenomeno dei microbirrifici ha prodotto una conseguenza immediata: la crescita della birra artigianale prodotta in Italia. L’anno esatto in cui il nostro Paese ha scoperto di poterla e saperla produrre è il 1996, quando i primi birrifici artigianali aprono quasi per scommessa. Oggi, sono più di 700 le realtà che operano nel settore a livello nazionale. L’Umbria, in questo campo, si fa decisamente valere. Birrifici, mastri birrai, le etichette: gli imprenditori della regione hanno saputo intercettare i gusti nuovi dei consumatori. Sono diventati imprescindibili anche gli appuntamenti e gli eventi legati a questa bevanda. Ogni piccolo borgo, ogni città ormai organizza una sua personale Festa della birra. Perugia, il 3 e 4 novembre prossimo, presenterà alcune di queste etichette nella manifestazione ‘L’Umbria della Birra’. Un modo per conquistare i collezionisti – in esposizione bottiglie uniche – e naturalmente coloro che adorano il sapore della birra artigianale, tramite degustazioni guidate e piatti con cui abbinare la bevanda.

Unionbirrai ha fatto un po’ di conti a livello nazionale: tra il 2010 e il 2015 il numero di birrifici artigianali è cresciuto davvero molto, passando da 254 a 616 produttori, per poi aumentare ancora, ma in modo più lento. Il presidente dell’Associazione, Alessio Selvaggio, ha però aggiunto che oltre il 60 per cento dei microbirrifici fattura oggi tra i 100 e gli 800 mila euro all’anno. Uno su tre esporta pure oltre confine, la produzione ha superato i 500 mila ettolitri l’anno, vale a dire il 3 per cento circa del mercato italiano delle birre.

Sui numeri c’è anche Coldiretti, naturalmente. In appena 10 anni, i birrifici artigianali italiani sono passati da 113 (2008) a 718 (2017), facendo segnare addirittura un +535%, con una produzione stimata in 50 milioni di litri. Anche grazie alla creatività dei mastri birrai, che propongono gusti insoliti come la canapa o il carciofo, le visciole, il radicchio rosso tardivo Igp e il riso. Aggiungiamo, infine, l’Istat che stima che la birra piaccia a quasi un italiano su due. E che il consumo pro capite è di 31,5 litri l’anno. Un dato importante è che sono tanti i giovani che decidono di aprire un microbirrificio, in particolare gli under 35.

Tornando all’Umbria, qui opera il primo unico centro di ricerca sulla birra italiana, il Cerb (Centro di eccellenza per la ricerca sulla birra), dell’Università di Perugia. Ben 14 birrifici artigianali della regione sono stati selezionati dal Premio Cerevisia, concorso per la valorizzazione delle eccellenze birrarie italiane promosso dal Banco nazionale di assaggio delle birre. Nel 2017, il numero dei microbirrifici umbri ha raggiunto e superato le 25 unità, la maggior parte nate dopo il 2010, dunque con sensibili potenzialità di crescita. Numeri che, come detto, rispecchiano la realtà italiana: c’è ancora spazio per la birra artigianale prima di arrivare al punto di saturazione.

Alessandro Pignatelli

Giornalista professionista e scrittore, amante della carta stampata come del mondo digitale. Ho lavorato per agenzie stampa e siti internet, imparando nel mio percorso professionale a essere tempestivo, preciso, ma anche ad approfondire con vere e proprie inchieste. Con i new media e i social, ho inserito nel mio curriculum anche concetti come SEO, keyword, motori di ricerca, posizionamento.