Parodontite, come si diagnostica? Il Dott. Cestari Riccardo Gioacchino e la Dott.ssa Andolfi Elena approfondiscono le nuove tecnologie

La Malattia Parodontale (conosciuta anche come Piorrea) è un processo infiammatorio irreversibile a carico dei tessuti di sostegno dei denti (osso, legamento parodontale e gengiva) che, se non è intercettata in tempo, causa la perdita dei denti.

Essa è causata da una serie di fattori: quelli più importanti sono la placca batterica (in assenza della quale non esiste la malattia), il fumo e il diabete.

La Parodontite viene diagnosticata attraverso il sondaggio(la misurazione delle tasche gengivali che si vengono a formare in presenza di malattia), radiografie e fotografie.
Grazie a questi esami diagnostici si stabilisce la gravità della malattia, il tipo di trattamento (chirurgico e non) e il numero di appuntamenti.

La parodontite non può essere “curata” ma può essere tenuta sotto controllo evitando l’avanzamento e quindi il peggioramento della stessa.
Fondamentale per arrestarne l’avanzamento è il controllo della placca, sia domiciliare, utilizzando i presidi in commercio (spazzolino elettrico/manuale e scovolino), sia dal professionista dentale con il quale si stabiliscono i richiami di igiene professionale che vengono personalizzati in base alla gravità della malattia e alla “bravura” del paziente nel prendersi cura a casa dell’igiene della sua bocca.

Tra gli strumenti che si hanno a disposizione per poter effettuare la terapia parodontale professionale c’è l’ABLATORE, maggiormente utilizzato in presenza di tartaro (placca mineralizzata). Esistono delle punte che ci permettono di lavorare nella porzione sopragengivale e altre, molto sottili, con le quali eliminiamo il tartaro dalle radici nella porzione più profonda della tasca gengivale e che stanno andando a sostituire quasi completamente le curette.

Un altro strumento è l’AIRFLOW® che permette di utilizzare un determinato protocollo terapeutico: GUIDED BIOFILM THERAPY®
L’ AIRFLOW® è un dispositivo che combina aria, acqua e polvere ed è in grado di decontaminare la bocca in modo delicato, senza che il paziente possa avvertire dolore e sensibilità.
Le polveri più utilizzate sono il bicarbonato (specifico per le superfici sopragengivali) e l’eritritolo (col quale è possibile lavorare anche nella porzione sotto gengivale).

Redazione

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