Gubbio al tempo di Giotto – Tesoro d’arte nella terra di Oderisi: mostra fino al 4 novembre

Ospitata in tre location eccezionali: Palazzo dei Consoli, Museo Diocesano e Palazzo Ducale. Ecco che cosa si può vedere

Fino al 4 novembre si può visitare la mostra ‘Gubbio al tempo di Giotto. Tesoro d’arte nella terra di Oderisi’. Si tratta di un viaggio alla scoperta di pitture su tavola, sculture e miniature, nonché documenti risalenti all’epoca del pittore, tra la fine del 1200 e la seconda metà del 1300, periodo in cui la Città della Pietra fu molto attiva nel settore artistico.

La mostra si divide in tre sedi: Palazzo dei Consoli, Museo Diocesano e Palazzo Ducale. Cosa si può vedere all’esposizione? Crocifissi, statue lignee, dipinti su tavola, oreficerie e manoscritti firmati Guido Oderisi, Maestro espressionista di Santa Chiara, identificato con Palmerino di Guido, Guiduccio Palmerucci, Mello da Gubbio. Il padre di Oderisi, Guido di Pietro da Gubbio, oggi è riconosciuto come uno dei protagonisti della maniera greca, negli ultimi 30 anni del Duecento. Palmerino di Guido fu compagno di Giotto nel 1309 ad Assisi; insieme a lui dipinse le pareti di due cappelle di San Francesco, prima di tornare a Gubbio dove affrescò la chiesa dei frati Minori, oltre ad altri edifici della città umbra.

La sua creatività venne tramandata al figlio, Guiduccio Palmerucci. Mello da Gubbio scrisse il proprio nome ai piedi di una Madonna dal volto pieno e giulivo, come le Madonne senesi di Ambrogio Lorenzetti. Il Maestro di Figline, che dipinse le vetrate per la basilica di San Francesco ad Assisi e poi il grande Crocifisso nella chiesa di Santa Croce a Firenze, probabilmente lasciò a Gubbio – nella chiesa di San Francesco – uno straordinario polittico, che si può di nuovo ammirare in questa mostra grazie agli odierni proprietari, che ne hanno concesso per la prima volta il prestito.

I luoghi scelti per ospitare l’esposizione sono testimonianze della vivacità di Gubbio nei secoli. Il presidente della Repubblica, Sergio Mattarella, ha conferito alla mostra una medaglia di riconoscimento per l’alto profilo scientifico e l’impegno culturale del progetto. Si affianca all’inserimento della mostra tra gli eventi dell’Anno europeo del patrimonio civile, che il ministero dei Beni Culturali celebra attraverso manifestazioni come questa. Alcune opere sono esposte per la prima volta. In totale, sono 80 i pezzi che il pubblico potrà ammirare.

Eventi collaterali all’esposizione sono i diversi laboratori che si svolgono in contemporanea. Il progetto è organizzato da Civita Mostre con la collaborazione virtuosa ed esemplare del Comune di Gubbio, del Polo museale dell’Umbria – Soprintendenza Archeologica, Belle Arti e Paesaggio dell’Umbria, della Chiesa eugubina e della Regione Umbria. La curatela è stata affidata a Giordana Benazzi, Elvio Lunghi ed Enrica Neri Lusanna. La Fondazione Cassa Risparmio Perugia ha sostenuto i costi, insieme a BCC UMBRIA credito cooperativo, sponsor principale, e alle iniziative dei cittadini che hanno aderito al progetto Art Bonus a sostegno del patrimonio culturale pubblico.

Orari di visita: dal lunedì alla domenica dalle 10 alle 19 (le biglietterie chiudono alle 18). Aperta anche il 15 agosto e l’1 novembre 2018. A disposizione visite guidate, audioguida e catalogo. Prezzi. Biglietti: Intero 12,00 € – Ridotto 10,00 € per gruppi (min. 15 persone), residenti, titolari di apposite convenzioni – Ridotto speciale 6,00 € scuole e ragazzi da 7 a 25 anni – Biglietto famiglia 10,00 € per adulto + 5,00 € per bambino dai 6 ai 14 anni compiuti (valido per famiglie composte da 1 o 2 adulti + bambini dai 6 ai 14 anni compiuti) – Open 13,00 € valido per un ingresso in qualunque giorno e orario dal 7 luglio al 4 novembre 2018 – Gratuito per minori di 6 anni, docenti accompagnatori, disabili + accompagnatore, giornalisti accreditati, guide turistiche con patentino. Prevendita 1,00 € a persona.

Alessandro Pignatelli

Giornalista professionista e scrittore, amante della carta stampata come del mondo digitale. Ho lavorato per agenzie stampa e siti internet, imparando nel mio percorso professionale a essere tempestivo, preciso, ma anche ad approfondire con vere e proprie inchieste. Con i new media e i social, ho inserito nel mio curriculum anche concetti come SEO, keyword, motori di ricerca, posizionamento.