Padova – Personale qualificato, investimenti e specializzazione: una ricetta per uscire dalla crisi del settore edile

L’edilizia esce dalla crisi al rallentatore, con pochi investimenti pubblici e meno lavoro rispetto a 10 anni fa: come reagire? Lo spiega l’Ing. Gabriele Graziani, AD di COS.IDRA. srl

COS. IDRA.

“Nel panorama congiunturale positivo caratterizzato da percentuali di crescita soddisfacenti nella maggior parte dei comparti produttivi, il settore edile manifesta ancora evidenti segnali di debolezza”. A parlare è l’Ing. Gabriele Graziani, Amministratore Delegato di COS.IDRA. srl, società padovana specializzata nella realizzazione di opere idrauliche e fondazioni speciali.
Un settore, quello dell’edilizia, che dal 2007 ad oggi ha registrato una diminuzione notevole del monte ore totale dei lavoratori in esso coinvolti, tanto da arrivare ad una percentuale di decrescita stimata intorno al 48%.
“Il settore edile soffre del mancato aggancio alla ripresa economica ed è caratterizzato da una parte dalla scarsità degli investimenti pubblici nel settore infrastrutturale ed abitativo e, dall’altra, da una timida ripresa del settore immobiliare civile e commerciale, che fa seguito al crollo dello stesso ambito nel decennio precedente”.

Il comparto degli investimenti pubblici è penalizzato dai vincoli posti dal patto di stabilità che limita le risorse messe a disposizione del Governo, “mentre quelle disponibili trovano un ulteriore imbuto restringente in progettazioni non sufficientemente adeguate e in normative in continua mutazione e che lasciano insoddisfatti gli operatori che si trovano bloccati in norme e procedure dall’interpretazione non sempre univoca”.

Come uscire da questa situazione, dunque, in un panorama contraddistinto dal default di molti operatori che ha causato la fuoriuscita dal mercato di aziende storiche di grandi dimensioni? “È necessario individuare una precisa nicchia sulla base delle proprie risorse e delle competenze specializzate interne all’azienda”. COS.IDRA. srl, in tal senso, rappresenta un esempio virtuoso, forte del fatto di operare in un settore valorizzato da importanti investimenti economici e tecnologici e dalla patrimonializzazione di personale altamente specializzato. “Abbiamo focalizzato l’attenzione sul settore industriale e della logistica, dove gli operatori stanno facendo molti investimenti per ampliamenti, ristrutturazioni e nuovi insediamenti”.

Alta specializzazione e adeguati investimenti sono le parole chiave per uscire dalla crisi, come afferma l’Ing. Graziani: “Noi abbiamo puntato su importanti investimenti e sull’impiego di personale specializzato che cerchiamo di fidelizzare perché la spina dorsale delle aziende è costituita dal personale stesso. Inoltre, negli ultimi anni, ci siamo rivolti anche ai mercati esteri, in particolare Svizzera, Francia e Croazia, all’interno di progetti pubblici e privati”.
L’Ingegnere, infatti, conferma la presenza dell’azienda nel mercato delle opere pubbliche in Italia, ridotta nel portafoglio aziendale fino all’attuale 25-30% sul volume di affari, con un incremento del 18% sul turnover registrato nel 2017 rispetto all’anno precedente.
L’azienda, nata nel 1985 come evoluzione delle precedenti esperienze di Graziani e del suo staff, dal ‘96 è punto di riferimento nel settore edile nell’ambito delle fondazioni speciali e dei lavori idraulici e marittimi con opere realizzate, ad esempio, per la ricostruzione del Teatro la Fenice di Venezia, per il rifacimento di banchine marittime a Marghera, per l’ampliamento del porto di Rijeka (Croazia) e per i lavori all’interno dello stabilimento per la manutenzione di sommergibili nucleari DCNS a Nantes (Francia).
Il segreto del successo di un’impresa edile, per l’Ing. Graziani, si muove su più fronti: “Prima di tutto il rapporto con gli istituti di credito, negli ultimi anni completamente stravolto. Gli operatori che non hanno compreso appieno le nuove regole basate su trasparenza e linearità rischiano di trovarsi senza il credito necessario per mantenere e sviluppare le proprie attività. In altre parole, il denaro c’è, costa poco, ma bisogna meritarselo”.

E poi è necessario operare per l’applicazione del welfare aziendale, “perché il benessere personale risulta fondamentale componente per l’equilibrio e il buon funzionamento delle aziende. L’ultima finanziaria (2017 – ndr) ha permesso di destinare alcuni servizi al personale dipendente, soprattutto nei settori dove lo Stato non è in grado di intervenire, senza che tali benefici impattino in maniera pesante sui conti aziendali, come ad esempio di cure mediche, buoni pasto extra lavorativi e altri servizi che il personale dimostra di apprezzare”.

Redazione

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